Santo del giorno
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San Pietro, autore ignoto, vetrata istoriata, 1939 3 Altare maggiore, abside, vetrate Abside, vetrate
  • 2020-12-01 - Vangelo di Martedì
    Is 11, 1-10; Sal.71; Lc 10, 21-24. ||| In quella stessa ora Gesù esultò di gioia nello Spirito Santo e disse: «Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso […]
  • 2020-12-01 - Commento di Martedì
    Su di lui si poserà lo Spirito. ||| L'autore della prima lettura ci orienta alla grande rivelazione messianica, cioè di una nascita prodigiosa nella stirpe di Davide, un uomo su cui lo Spirito Santo è fonte di potenza e di sapienza di Dio. Egli viene ad inaugurare la pace universale, a garantire l'amore fra gli […]

DOBBIAMO RINNOVARE SEMPRE IL NOSTRO SI AL SIGNORE

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VITA DI COMUNITA
n. 1894 – 8 novembre 2020 – Mt 25,1-13

La parabola evangelica di oggi, delle dieci vergini, raccontata da Gesù, ci indica quale deve essere il comportamento dei suoi discepoli e precisamente come dobbiamo attendere nel tempo la sua venuta finale.

Gesù non ha mai precisato “quando” arriverà, ma ha detto: “Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno, né l’ora” e cioè state attenti, non lasciatevi prendere alla sprovvista. La vigilanza, dunque, è l’indicazione che ci dà la parabola. Vigilanza che significa avere il senso dell’attesa. Attesa di Qualcuno. Poi, Gesù dice ancora: “Cinque vergini erano stolte e cinque sagge”. La differenza fra di loro era data dalla provvista di olio. Le sagge si erano portate la riserva, quelle altre non avevano olio a sufficienza da coprire il ritardo dello sposo.

La parabola, qui, ha un’applicazione particolare per noi cristiani. Non possiamo cadere nell’errore di pensare che, una volta accesa la lampada (il significato della lampada è legato alla fede) tutto vada avanti automaticamente e senza fatica. No, non è così! Ed ecco perché vigilare! Noi dobbiamo rinnovare sempre il nostro SI al Signore nelle diversità delle situazioni che compongono la vita, in modo da essere pronti al segnale: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”, perché altrimenti a quel punto non ci sarà più tempo per noi.

Proviamo ora a chiederci: ma noi, dove stiamo andando? E’ la domanda che nessun uomo può evitare perché ce la portiamo dentro. E la risposta, noi cristiani, la troviamo nella nostra professione di fede che proclamiamo ogni domenica: “io aspetto la vita del mondo che verrà”. Risposta, questa, che determina il senso e l’orientamento della vita. La vita di quaggiù è pellegrinaggio verso la vita eterna.

Se all’uomo viene tolta la prospettiva dell’eternità, la sua vita viene decapitata, non è più vita ma soltanto frenesia che tenta di nascondere la disperazione. Senza questa certezza, la nostra vita è un viaggio a luci spente e senza una meta. Ciò che conta nell’ora dell’incontro, è ciò che si ha e ciò che si è, non ciò che si vorrebbe. Nessuno può mettere la fede al nostro posto e ciascuno deve rispondere in prima persona davanti a Dio. In altre parole: ognuno deve personalmente credere e personalmente amare.  La fedeltà deve essere timbrata da noi. E Dio non si può ingannare perché Egli guarda alla verità del cuore e della vita di ciascuno.

Allora, quale il messaggio?

Gesù, oggi, ci chiede di vigilare e di non lasciarci prendere alla sprovvista. Proviamo, allora, a verificare la situazione della nostra lampada: siamo fedeli al Vangelo? Siamo vivi nell’amore, seminatori di comunione e di carità, puri di cuore, miti e misericordiosi?  Sono questi gli interrogativi che ci diranno se è davvero accesa la nostra lampada.


 SAN MARTINO

MERCOLEDI 11 Novembre si fa memoria di San MARTINO
MARTINO era figlio di un tribuno romano, era nato in Pannonia (Ungheria) e si era arruolato giovanissimo nell’esercito imperiale. Abbandonata la milizia dopo aver ricevuto il Battesimo, si recò in Gallia per divenire discepolo di Sant’Ilario di Poitiers.Condusse una vita eremitica, poi per consiglio di Ilario fondò il primo monastero di tutto l’Occidente. Nel 373 venne scelto come Vescovo di Tours e alla predicazione del Vangelo unì una incessante opera di elevazione sociale dei contadini e dei pastori. Il suo culto è diffusissimo, molti comuni d’Italia portano il suo nome.

La S. Messa, che tradizionalmente si celebrava nei pressi del capitello di S. Martino ai Calessani, sarà celebrata alle ore 18,30 in Chiesa parrocchiale.


Tu, Signore, porti la mia esistenza oltre il buio della morte
là dove splende la vita eterna!


Indulgenza Plenaria
Dal mezzogiorno di SABATO 31 ottobre e per tutto il mese di NOVEMBRE i fedeli, visitando la chiesa e il Cimitero possono lucrare dell’INDULGENZA PLENARIA per sé e per i Defunti alle solite condizioni: recita del Padre nostro e del Credo, una preghiera secondo le intenzioni del Papa, Confessione e Comunione.

Apertura Anno Pastorale
DOMENICA 15 novembre, alle ore 9.00, S. MESSA di avvio dell’anno pastorale 2020/2021. Sono invitati i rappresentanti di tutti i Gruppi di servizio e le Associazioni che fanno riferimento alla Parrocchia.

Gruppo Animatori GREST
I ragazzi nati nel 2006 che vogliono far parte del TEAM GREST di Spresiano sono invitati GIOVEDI 12 novembre alle ore 20,30 in Oratorio per il primo incontro a loro dedicato. I prossimi incontri avranno cadenza mensile.
Per informazioni rivolgetevi in parrocchia.
Tutti gli incontri si svolgeranno nel rispetto delle norme anti Covid, mascherina obbligatoria.

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