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  • 2020-09-24 - Vangelo di Giovedì
    Qo 1, 2-11; Sal 89; Lc 9, 7-9. ||| In quel tempo, il tetràrca Erode sentì parlare di tutti questi avvenimenti e non sapeva che cosa pensare, perché alcuni dicevano: «Giovanni è risorto dai morti», altri: «È apparso Elìa», e altri ancora: «È risorto uno degli antichi profeti». Ma Erode diceva: «Giovanni, l'ho fatto decapitare […]
  • 2020-09-24 - Commento di Giovedì
    Chi è dunque costui? ||| Chi era Gesù per Erode? Il rimorso gli rode ancora la coscienza: aveva fatto uccidere Giovanni Battista. Era ben conscio che era stato perpetrato un turpe omicidio. La sua volontà è stata abilmente raggirata da Salòme ed Erodìade, la cui gelosia ha fatto scatenare la follìa omicida per zittire un […]

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PERDONARE – UN DOVERE DEL CRISTIANO

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VITA DI COMUNITA
n. 1886 – 13 settembre 2020 – Mt 18,21-35

Domenica scorsa abbiamo sentito i consigli di Gesù sulla “correzione fraterna”, un dovere di tutti i cristiani e soprattutto di chi è in autorità, compresi i genitori riguardo ai figli. Nel brano di oggi invece, il Signore ci invita a qualcosa di più profondo e difficile: il perdono fraterno.

Pietro ha toccato il tema del perdono con una domanda a Gesù: “Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte? Quel giorno, Pietro era in vena di generosità visto che aveva usato la cifra sette (il numero della perfezione). Ma ecco che Gesù gli scompiglia i numeri e gli impone un’operazione difficile: “non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette”.

Una moltiplicazione il cui risultato non dà una cifra, ma un avverbio: “sempre”. E Pietro dovrà prendere atto che il perdono non ha limitazioni. Gesù raccontò, poi, ai suoi discepoli la parabola del servo malvagio.  Un re aveva condonato al suo servo l’ingente somma di diecimila talenti perché mosso a compassione per le sue suppliche (per rendere l’idea di quanto fosse quella cifra, basta dire che la rendita annuale di Erode il Grande, arrivava a 900 talenti).

E il servo che fa? Quando incontra un suo compagno, dal quale avanzava una ridicola somma di cento denari, gli chiede la restituzione, lo minaccia e non prova nessuna pietà per la sua disperazione. Lui aveva già dimenticato di essere stato perdonato e non aveva capito che avrebbe dovuto a sua volta concedere il perdono all’altro. In parole più semplici, non aveva compreso che il perdono non doveva fermarsi ma doveva arrivare fino al fratello.

Il progetto di Gesù sulla comunità cristiana è stato chiaro: la comunità deve essere formata da fratelli perdonati che si perdonano. Troppe volte, però, ci dimentichiamo che il perdono che riceviamo da Dio, va donato, condiviso, partecipato coi fratelli.  La nostra società, oggi, produce soprattutto, rancore, vendetta, tensioni familiari, sociali, razzismi, incapacità di perdonare. “In quel tempo….” almeno ci si poneva il problema del perdono!

Oggi invece, quello che noi sappiamo fare bene, è puntare il dito verso l’altro: “lui va a Messa tutte le domeniche, ha educato cristianamente i figli, ma da anni ormai, non parla col fratello.  Qualcuno giustifica il proprio rifiuto di concedere il perdono perché ha paura di perdere la propria dignità, di compromettere il proprio prestigio e dice: “non tocca a me fare il primo passo”. 

E dimentica che il primo passo l’ha già compiuto Dio, donandoci, smisuratamente, il suo perdono.

Allora, quale il messaggio?

Gesù ci chiede, oggi, di superare il nostro istinto di vendetta e di scorgere in chi ci offende un fratello da comprendere e da aiutare e come modello ci indica il Padre che perdona. E chi perdona è semplicemente un cristiano che ha fatto il proprio dovere. Impegniamoci, allora, a vivere la nostra vita come creature che si preoccupano del “bene” degli altri e che sanno perdonare col cuore.


ESALTAZIONE DELLA SANTA CROCE

LUNEDI 14 settembre è la festa della ESALTAZIONE SANTA CROCE

È una festa antica e densa di significati, quella dell’Esaltazione della Croce, in cui la Chiesa rende grazie al sacrificio estremo di Gesù che morendo su di essa ha salvato tutti noi. Le sue origini risalgono all’epoca in cui nella città di Gerusalemme viene dedicata una basilica a “incarnare” nella pietra la vittoria della Resurrezione sulla morte.
La Croce è luogo di vittoria, vittoria sulla morte attraverso la Resurrezione, vittoria sulla finitudine e la limitatezza umane, ma soprattutto vittoria sul peccato. Ci troviamo al centro della storia della salvezza, davanti al simbolo della redenzione dell’uomo resa possibile solo dalla morte del Figlio. Tanta strada è stata fatta da quel primo albero sotto al quale Adamo tradì Dio gettando la sua stirpe – tutti noi – nel buio abisso del peccato: sulla Croce e attraverso la Croce l’albero della vita torna a fiorire e costituisce la chiave per riaprire la porta del paradiso perduto.
La Croce, dunque, perde la sua connotazione di luogo di condanna, ma diventa luogo di conversione, come per il ladrone che patisce accanto a Gesù. La sua luce irradia tutti coloro che la toccano: sia fisicamente, come Maria e Giovanni che stanno lì ai suoi piedi perché tutto si compia, ma anche con la preghiera e la devozione, cioè tutti noi salvati dal Signore che sceglie di farsi uccidere come il peggiore dei delinquenti.

 


MARTEDI 15 settembre ricordiamo la B.V. MARIA ADDOLORATA
La devozione ai dolori di Maria fu assai prima popolare che liturgica, diffusa particolarmente dai Serviti e dai Passionisti (cf 17 febbraio e 19 ottobre), e contempla i sette momenti messi in rilievo dai Vangeli. Fu papa Pio VII, che in ricordo delle sofferenze inflitte da Napoleone alla Chiesa nel suo capo, introdusse nella liturgia la celebrazione dei dolori di Maria. La compartecipazione dolorosa della Madre dei Salvatore alla sua opera di salvezza (Lc 2,33-35) è testimoniata nell’ora della croce da Giovanni che l’ha ricevuta in Madre (Gv 19,25.27). Attualmente, questa memoria dei dolori di Maria si concentra meglio su lei, la Addolorata, e sul sacrificio di Cristo, che lei stessa offre con lui al Padre. E il gesto in cui la ritrae l’arte raffigurandola nella «Pietà», espressione dei «martirio» intimo della Madre del Crocifisso. ( Maranatha )

PRIMA COMUNIONE – Prove celebrazione
MERCOLEDI 16 settembre, alle ore 15.00 in Chiesa, prima prova della cerimonia con i bambini di quinta elementare. Ricordiamo che i bambini riceveranno l’Eucaristia per la prima volta DOMENICA 4 ottobre alle ore 10.30.

E.V.O.
MERCOLEDI 16 settembre in Canonica, alle ore 20.30, ci sarà la presentazione ufficiale della proposta degli Esercizi Spirituali per la Vita Ordinaria (EVO). La serata è aperta a tutti, sia a chi intende intraprendere il cammino, sia a chi desidera solo informarsi in merito.

Doposcuola Parrocchiale
MERCOLEDI 16 settembre, alle ore 20,45 in Chiesa a Spresiano, ci sarà un incontro informativo rivolto ai genitori dei bambini della scuola primaria di Spresiano. Durante la serata verranno fornite le informazioni e ci sarà la possibilità di pre-iscrivere i bambini. Per informazioni rivolgersi in parrocchia.

Incontro Genitori CRESIMANDI
VENERDI 18 settembre incontro con i genitori dei cresimandi, alle ore 20.30 in Chiesa.

Anniversari matrimoniali 2020
DOMENICA 20 settembre ci sarà, come gli anni scorsi, la festa comunitaria degli ANNIVERSARI DI MATRIMONIO 25° – 50° – 55° – 60°. I festeggiati si riuniranno nella nostra chiesa parrocchiale alle ore 10.30 per celebrare, assieme a parenti ed amici, l’Eucaristia come segno di ringraziamento al Signore per il dono della famiglia e per la felice meta raggiunta. Siamo tutti invitati ad accompagnare questa ricorrenza con calda simpatia e fervorosa preghiera, affinché il Signore conceda a questi sposi e alle loro famiglie: gioie e benedizioni.

Preghiera di Guarigione
GIOVEDI 24 settembre 2020 a partire dalle ore 19.30, in chiesa:

  • S. Rosario
  • S. Messa alle ore 20.00
  • Preghiera di benedizione ore 20.45
  • Adorazione ore 21.00
  • Benedizione finale ore 21.30

Saranno a disposizione: sale, olio e acqua benedetti.
Non sarà celebrata la S. Messa delle ore 18.30.

PELLEGRINAGGIO A PIEDI
Stiamo programmando per DOMENICA 27 settembre dalle ore 15.00 (partenza dalla Chiesa di Lovadina) alle ore 17.30 presumibilmente, un Pellegrinaggio a piedi fino a Maserada (Santuarietto Madonna della Pace). E’ una esperienza nuova per tutte le catechiste delle tre Parrocchie e quanti adulti vorranno partecipare. Lo scopo e di chiedere aiuto a Maria per il servizio di catechesi e a favorire la conoscenza e la collaborazione tra operatori pastorali della nostra COLLABORAZIONE (parr. Lovadina – Spresiano – Visnadello).

DOBBIAMO DIVENTARE FIGLI DI QUESTA NOSTRA CHIESA

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VITA DI COMUNITA
n. 1883 – 23 agosto 2020 – Mt 16,13-20

La scena che troviamo oggi nel Vangelo si svolge a Cesarea di Filippo, che si trova nella regione più a nord di Israele ed è qui che Gesù, in una pausa di tranquillità con i suoi Apostoli, fa una specie di sondaggio per sapere che cosa avevano capito di Lui.

“La gente chi dice che sia il Figlio dell’uomo?” chiede. E Gesù si sente riferire le risposte più inverosimili: c’è chi ritiene che sia Giovanni Battista, altri qualcuno degli antichi profeti, come Elia o Geremia, ritornato in vita.

Allora, Lui rivolge la domanda agli Apostoli: “E voi, chi dite che io sia?”. Il Maestro li interroga per vedere se sono stati attenti, se hanno capito la lezione e fra i dodici uno è stato davvero attento, ha capito. A fare il primo della classe è stato Pietro che dice esplicito: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente”. E Gesù gli rispose: “Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa”. Gli affiderà le chiavi del Regno dei cieli e gli darà il “potere di sciogliere e legare” (nel giudaismo significava: proibire o permettere oppure escludere o reintrodurre nella comunità). Questa funzione, oggi nella Chiesa, si esplicita soprattutto nel perdono dei peccati e quindi, in ultima analisi, nell’offrire l’accesso al Regno di Dio.

Tutto questo accadeva oltre duemila anni fa. Resta ora da capire che cosa significhi, oggi, questo episodio. La gente che idea ha di Gesù? Quella di un grande uomo del passato? Di una distratta divinità a cui rivolgersi? Quella di un amico da contattare quando le cose non funzionano?

E per noi, che ci definiamo cristiani “praticanti”, chi è Gesù? Quanto conta nella nostra vita? Le sentiamo ancora le allegre campane del nostro campanile o le abbiamo dimenticate? E oltre alle pratiche religiose: la S. Messa, i Sacramenti, qualche elemosina, qualche preghiera, “pratichiamo” noi la giustizia, la condivisione, il rispetto degli altri, la pulizia negli affari, la fedeltà, il perdono delle offese, la tolleranza?

Sono a queste le domande che noi cristiani dobbiamo rispondere con coraggio e onestà. Noi siamo Chiesa e cioè cristiani convocati e rimandati in mezzo agli altri a portare la nostra testimonianza. Il titolo di cristiano ce lo dobbiamo guadagnare giorno per giorno e se qualcuno vedendoci dirà: “che sia cristiano quello?” a noi può bastare. Sarebbe già un lusinghiero riconoscimento quel “cristiano” munito di punto interrogativo.

Allora, quale il messaggio?

Il Signore ci chiama a scegliere di ricollocare nella nostra vita la sua presenza. In Pietro, Lui ha trovato la pietra su cui edificare la Sua Chiesa, ma vuole anche servirsi di quelle pietre piuttosto fragili che siamo noi. Impegniamoci, allora, a rivedere le nostre scelte di vita, a verificare se la nostra testimonianza è fedele al suo Vangelo, se è fatta di gesti di bontà, di accoglienza, di fratellanza, di perdono senza riserve. Solo così, noi non saremo “spettatori distanti”, ma “figli coinvolti” di questa nostra Chiesa.

 


LA GENTE CHI DICE CHE IO SIA?

 


LUNEDI 24 agosto – SAN BARTOLOMEO APOSTOLO
Barolomeo di Cana di Gelilea, menzionato da Vangeli nel gruppo dei Dodici, viene identificato con Natanaele amico dell’apostolo Filippo, del quale il Signore disse: “Ecco un vero israelita nel quale non c’è inganno”. Alle parole del Maestro rispose con la professione messianica: “Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!” (Gv 1,43-51). Le sue spoglie sono venerate nella chiesa costruita nell’isola Tiberina a Roma. San Bartolomeo è invocato come protettore dei malati. ( Santi e Beati ).

GIOVEDI 27 agosto – SANTA MONICA
Monica nacque a Tagaste (Algeria) nel 332 da una pia famiglia. Fu data in sposa a Patrizio, uomo buono ma di carattere irascibile da cui ebbe tre figli, tra cui Agostino. Ebbe la gioia di assistere prima alla conversione del marito, legionario romano, nel 371 e al battesimo del figlio Agostino, convertito nella Pasqua del 387. Morì in Italia, a Ostia, e fu sepolta là su quella terra che divenne come un porto per il Cielo. ( Wiki – Santi e Beati )

VENERDI 28 agosto –  SANT’AGOSTINO
Vescovo e dottore della Chiesa. Nacque a Tagaste in Algeria nel 354. Dopo una vita disordinata, decise di andare a Roma e poi a Milano per occupare, nel 384, una cattedra di retorica. Si convertì e nel 387 ricevette il battesimo. Fu Vescovo di Ippona e operò contro le eresie del suo tempo. Morì nel 430 a Ippona. ( Wiki – Sant’Agostino )

SABATO 29 agosto – SAN GIOVANNI BATTISTA
Memoria del martirio di San Giovanni Battista. ( Wiki – Santi e Beati )

C P A E
Mercoledi 26 agosto, alle ore 20.30, si riunisce in Canonica il Consiglio Economico per valutare la situazione economica della Parrocchia.

SCUOLA MATERNA “B. Pizzolato”
Informiamo i genitori che la nostra programmazione prevede l’apertura il giorno 1 settembre 2020, salvo disposizioni diverse del Governo che saranno prontamente comunicate.

Anniversari matrimoniali 2020
DOMENICA 20 settembre ci sarà, come gli anni scorsi, la festa comunitaria degli ANNIVERSARI DI MATRIMONIO 25° – 50° – 55° – 60°. Per informazioni rivolgersi in parrocchia.

ABBANDONIAMOCI CON FEDE ALLA BONTA DI DIO

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VITA DI COMUNITA
n. 1882 – 16 agosto 2020 – Mt 15,21-28

Nel brano del Vangelo, di oggi, troviamo Gesù che sconfina tra i pagani, cioè, supera i confini ufficiali di Israele. Ed è qui che incontra una povera donna che ha la figlia malata. E’ una donna cananea che non si lascia scoraggiare dall’atteggiamento distaccato di Gesù, ma è decisa ad ottenere il miracolo per sua figlia. Lei vuole la pietà e la compassione di Gesù e grida il suo dolore.

“Esaudiscila, vedi che ci grida dietro” dicono i discepoli a Gesù. Il loro intervento, però, più che dalla compassione è determinato dal desiderio di essere lasciati in pace.  Ma Gesù non le rivolse neppure una parola e a quel silenzio la donna, rispose prostrandosi ai suoi piedi dicendo: “Signore, aiutami!”.

Perché Gesù si è comportato così, proviamo a chiedercelo. Che fosse diventato razzista visto che a quel tempo gli ebrei guardavano dall’alto al basso tutti gli altri e i pagani li chiamavano “cani infedeli”? Niente di tutto questo! Gesù, con questo Vangelo, ha voluto dare ai suoi Apostoli e a noi oggi, una lezione su come far crescere le persone. Infatti, dopo la richiesta di aiuto della donna, Gesù ruppe il silenzio e la provocò dicendo: “Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini!”

Ma lei non si arrese e la sua preghiera divenne sempre più umile e fiduciosa: “E’ vero, Signore, ma anche i cagnolini si cibano delle briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni”.  La fede di quella donna è stata incrollabile e si è abbandonata alla bontà di Dio.

Pur riconoscendo la priorità del diritto di Israele, il privilegio del Popolo dell’Alleanza, lei ha rivendicato una parte (almeno una briciola) della grazia che Dio accorda gratuitamente a tutti. Ed è allora che Gesù si arrese: “Donna, davvero grande è la tua fede! Ti sia fatto come desideri”, come a dire “Donna, sia fatta la tua volontà!” E da quell’istante sua figlia fu guarita.

Questa è la dimostrazione di cos’è la preghiera, oltre che la fede. Il silenzio di Dio era per verificare i sentimenti dell’uomo e creare le giuste disposizioni del cuore.

Allora, quale il messaggio?

La preghiera della donna cananea è stata umile e audace, discreta eppure decisa, senza rivendicare nulla, ma sperando tutto. Nel mondo, sono molte le persone che come questa donna chiedono qualche briciola di condivisione, di carità, di fratellanza. E oggi, il Signore ci chiede di metterci dalla Sua parte e di cominciare a distribuire, magari partendo dalla nostra famiglia, “briciole” di amore, di comprensione, di bontà, briciole di ascolto, di pace. E chissà che la nostra testimonianza non diventi per il fratello non credente stimolo alla riflessione e all’accoglienza del Signore.


ASSUNZIONE B.V. MARIA

SABATO 15 Agosto si celebra la festa della ASSUNZIONE della B.V. MARIA MARIA, è entrata nel progetto di DIO
e la Chiesa celebra in questo giorno il compimento del Mistero Pasquale:
essendo Maria la “piena di grazia”, senza nessuna ombra di peccato, Dio non ha voluto che conoscesse la corruzione del sepolcro colei che aveva generato il Signore della vita.
Maria assunta in cielo è garanzia che l’uomo si salva tutto: che i corpi risorgeranno.

Le S. MESSE saranno celebrate secondo l’ORARIO FESTIVO: ore: 9.00 – 10.30 – 18.30.
Ricordiamo che: VENERDI 14 agosto la S. MESSA sarà alle ore 18.30 e sarà prefestiva.


MARTEDI 18 agosto – SANTA ELENA IMPERATRICE
Elena nacque a Drepanum (Bitinia) nel III secolo e fu la madre dell’Imperatore Costantino. Quando il figlio divenne Imperatore iniziò una nuova epoca per il Cristianesimo. Lui attribuì la sua vittoria alla protezione di Cristo e fu allora che concesse ai cristiani la libertà di culto. Un ruolo fondamentale lo ebbe la madre, perché testimoniò un grande fervore religioso, compiendo opere di bene e costruendo le celebri basiliche sui luoghi santi e forse contribuì alla conversione del figlio in punto di morte. Ritrovò la tomba di Cristo scavata nella roccia e poco dopo la croce del Signore. Il ritrovamento della croce è avvenuto nel 326 e produsse una grande emozione in tutta la cristianità. A queste scoperte seguì la costruzione delle basiliche, una delle quali, sul Monte degli Ulivi, portò il suo nome. Morì verso il 330, in luogo incerto. ( Santi e Beati )

VENERDI 21 agosto – SAN PIO X
GIUSEPPE SARTO, nato a RIESE (TV) nel 1835 da famiglia contadina, studiò nel Seminario di Padova e fu ordinato prete a 23 anni. Fu cappellano a Tombolo, parroco a Salzano, Vescovo di Mantova, Cardinale e Patriarca di Venezia. Nel conclave del 1903 fu eletto Papa col nome di PIO X. Possiamo dire che fu precursore del Concilio Vaticano II nel rinnovare la vita della Chiesa, particolarmente: per la formazione catechistica, la celebrazione liturgica, l’azione pastorale, missionaria e apostolica. Morì nel 1914 e nel 1959 la sua salma fu portata a Venezia per adempiere una promessa fatta prima di partire per il conclave: “da vivo o da morto ritornerò”. Lo ricordiamo come compatrono della nostra diocesi di Treviso. ( Santi e Beati )

SABATO 22 Agosto si fa memoria della BEATA VERGINE MARIA REGINA
La memoria odierna di MARIA REGINA istituita da PIO XII il 31 Maggio 1955, è stata trasferita nel giorno ottavo dell’Assunta per sottolineare il legame della regalità della Vergine con la sua glorificazione corporea, come afferma la costituzione conciliare “Lumen Gentium”: “Maria fu assunta alla celeste gloria e dal Signore esaltata come Regina dell’universo, perché fosse più pienamente conformata al suo Figlio”.

C P A E
MERCOLEDI 19 agosto, alle ore 20.30, si riunisce in Canonica il Consiglio Economico per valutare la situazione economica della Parrocchia.

SCUOLA MATERNA “B. Pizzolato”
Informiamo i genitori che la nostra programmazione prevede l’apertura il giorno 01 Settembre 2020, salvo disposizioni diverse del Governo che saranno prontamente comunicate.

Anniversari matrimoniali 2020
DOMENICA 20 settembre ci sarà, come gli anni scorsi, la festa comunitaria degli ANNIVERSARI DI MATRIMONIO 25° – 50° – 55° – 60°. Per informazioni rivolgersi in parrocchia.

IMPARIAMO A CHIEDERE CON UMILTA IL SUO AIUTO

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VITA DI COMUNITA
n. 1879 – 26 luglio 2020 – Mt 14,22-33

Con il Vangelo di oggi, l’evangelista Matteo vuole prenderci per mano e condurci ad una rinnovata professione di fede che ci faccia tendere umilmente le mani verso Colui che può darci aiuto. Cerchiamo ora di capire e magari riconoscerci, nei due momenti, quando Gesù dice a Pietro: “Vieni!” e quando Pietro urla: “Signore , salvami!”.

Pietro e gli Apostoli stavano attraversando il lago di Tiberiade, quando la loro barca cominciò ad ondeggiare a causa di una forte tempesta. Gesù non era con loro e gli Apostoli erano spaventati. Fu solo verso mattina che Lui li raggiunse camminando sulle acque e la loro paura divenne ancora più grande perché lo scambiarono per un fantasma, ma Gesù si fece sentire dicendo: “Coraggio, sono io!”, come a dire: “non dovete aver paura, Dio è qui con voi!”.

Pietro, come lo sentì volle correre incontro a Gesù e gli chiese di poter camminare, come Lui, sulle acque. Ma quando si accorse di quanto le onde fossero minacciose e cominciò ad annaspare e a sprofondare, gridò: “Signore, salvami!”. E Gesù allungata la mano lo afferrò.

Noi questo racconto lo viviamo quotidianamente aspettando il ritorno del Maestro. Ed è in Pietro che dovremmo riconoscerci, in quel suo umanissimo oscillare tra la sua fede piccola, la paura e in quel suo grido: “Signore, salvami!” che dovrebbe essere anche il nostro grido.

Il lago è l’immagine della nostra storia faticosa e la barca è il simbolo di noi, della nostra vita, del nostro mondo, della nostra fede che troppo spesso non abbiamo e magari pretendiamo che ci venga data anche una garanzia. La fede non ci spalanca un cammino di facilità ma ci permette di camminare in mezzo alle difficoltà di tutti, alle prese con i problemi comuni ai fratelli, con l’unica sicurezza di una Presenza, di una mano che ci afferra, “dopo” che abbiamo superato la bufera.

La fede non ci dispensa dal duro mestiere di uomo ma dà un senso alle nostre responsabilità. Dio ci sta accanto, ci sta salvando e noi ci lamentiamo di Lui perché non sappiamo riconoscere il calore della Sua mano e, soprattutto, non capiamo il bene che ci vuole. Quante volte scambiamo Dio per un fantasma! Quante volte chiamiamo “volontà di Dio” quello che ci fa comodo, dimenticando che da soli nulla possiamo, ma tutto è possibile in Colui che ci dà forza.

Allora, quale il messaggio?

 

Gesù ci raggiunge al centro della nostra mancanza di fede e stende la mano per afferrarci. Lui vuole aiutarci a combattere la paura, la paura che in questa nostra epoca predomina: paura di crescere, della solitudine, paura della famiglia, del sacrificio, paura dell’impegno, paura del futuro. Affidiamoci, allora, a Lui, diffidiamo delle nostre sicurezze e chiediamo con umiltà il Suo aiuto. E, soprattutto, proviamo a fare un po’ di silenzio interiore, forse riusciremmo a sentire anche la Sua voce.


ASSUNZIONE B.V. MARIA

 

SABATO 15 Agosto si celebra la festa della ASSUNZIONE della B.V. MARIA MARIA, è entrata nel progetto di DIO e la Chiesa celebra in questo giorno il compimento del Mistero Pasquale: essendo Maria la “piena di grazia”,senza nessuna ombra di peccato. Dio non ha voluto che conoscesse la corruzione del sepolcro colei che aveva generato il Signore della vita. Maria assunta in cielo è garanzia che l’uomo si salva tutto: che i corpi risorgeranno.

Le S. MESSE saranno celebrate secondo l’ORARIO FESTIVO: ore: 9.00 – 10.30 – 18.30.
Ricordiamo che: venerdi 14 Agosto la S. MESSA sarà alle ore 18.30 e sarà prefestiva.

 


LUNEDI 10 Agosto
Si fa memoria del martirio di San LORENZO.

MARTEDI 11 Agosto – Santa CHIARA D’ASSISI
È stata la fondatrice dell’Ordine francescano delle Clarisse. Proveniva da una famiglia aristocratica assisana e seguì le orme di Francesco nel difendere “il privilegio della santissima Povertà”. Morì nel 1253 assistita dal papa Innocenzo IV che volle cantare per lei non l’Ufficio dei morti, ma quello festivo delle vergini.

VENERDI14 Agosto 2019 – San Massimiliano KOLBE
Il 17 Ottobre 1971 Paolo VI proclamava Beato padre M. Kolbe, vittima del lager nazista. Prima di finire nel lager di sterminio di Auschwitz, padre Kolbe era stato un uomo di punta del cattolicesimo polacco. Aveva creato un’associazione mariana con due milioni di aderenti, aveva lavorato in Polonia e in Giappone, aveva fondato centri di studio e di lavoro, case editrici, giornali. Invasa la Polonia, il grande uomo di fede e di cultura divenne il deportato 16670.  Un giorno da un campo evase un detenuto, e altri dieci per rappresaglia vennero condannati a morte. Padre Kolbe chiese di morire al posto di uno dei dieci, che era padre di famiglia. Morì il 14 Agosto del 1941 alla vigilia dell’Assunta. Il 10 Ottobre 1982 Giovanni Paolo II lo proclamò santo e martire. In quell’occasione in prima fila in Piazza San Pietro era presente l’uomo al quale Massimiliano Kolbe aveva salvato la vita: Francesco Gajowniczek.

SCUOLA MATERNA “B. Pizzolato”
Informiamo i genitori che la nostra programmazione prevede l’apertura il giorno 01 Settembre 2020, salvo disposizioni diverse del Governo che saranno prontamente comunicate.

Anniversari matrimoniali 2020
DOMENICA 20 Settembre ci sarà, come gli anni scorsi, la festa comunitaria degli ANNIVERSARI DI MATRIMONIO 25° – 50° – 55° – 60°. Per informazioni rivolgersi in parrocchia.

DOBBIAMO DIVENTARE TESTIMONI CORAGGIOSI

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VITA DI COMUNITA
CORPUS DOMINI
n. 1874 – 21 giugno 2020 – Mt 10,26-33

Gesù, nel Vangelo di oggi, pronuncia un discorso con tante istruzioni per il buon uso della vita cristiana. In particolare troviamo un invito al coraggio nella testimonianza della fede e nella coerenza della vita.

Per ben tre volte Lui rassicura i suoi apostoli contro gli ostacoli che di sicuro avrebbero incontrato nel loro cammino, dice: “Non temete, non abbiate paura, non abbiate timore” e li esorta a portare ovunque la luce che è stata posta nelle loro mani, cioè quel lieto annuncio che cambia la vita degli uomini e ricorda loro l’amore smisurato del Padre.

Gesù chiede anche a noi di non sottrarci alla prova, ma di trovare in essa l’occasione di verifica della nostra fede, per testimoniare l’amore di Dio e la verità del Vangelo. Ci chiede di affermare la nostra libertà di fronte alle intimidazioni e ai ricatti degli uomini, ricordandoci che c’è una parte di noi, l’”anima”, di cui nessuno riuscirà mai ad impadronirsi se noi non lo vogliamo. Ci chiede di non temere quelli che parlano male di noi, che ci calunniano, che seminano difficoltà nel nostro cammino, che sono in disaccordo sul nostro messaggio.

Ci dice, invece: “Temete piuttosto chi ha il potere di far perire l’anima” e cioè di coloro che tentano di catturarci nella rete dei compromessi, dei patteggiamenti, delle sottili diplomazie, dei giochi di potere, degli interessi economici. Ci dice di avere paura di chi ci assicura protezioni, favori, privilegi, ammiccamenti, formule ipocrite. Dobbiamo rifiutare ciò che si paga coi cedimenti della coscienza, l’imbavagliamento della Parola, la complicità con l’ingiustizia.

La vita degli uomini è preziosa agli occhi di Dio. Egli si china su di noi, intreccia la sua speranza con la nostra. Lui sta nel riflesso più profondo delle nostre lacrime, per moltiplicare il coraggio. E ai più fragili, agli anziani, agli ammalati e a tutti quelli che si sentono inutili, il Signore dice loro : non temete, voi valete di più, voi siete amati, voi siete importanti perché esistete.

Essere cristiani sul serio, costa. Ma è nella fatica della testimonianza che il Signore ci assicura che siamo nel suo cuore, nella pienezza della sua attenzione. E quando avremo l’impressione di non farcela più ad andare avanti, ricordiamoci che lungo la strada del Calvario, Qualcuno si è trovato nelle stesse condizioni e quindi, ci esorta a trovare forza nella croce.

 

Allora, quale il messaggio?

L’invito che Gesù ci rivolge oggi, è di avere più fiducia in Lui e di avere il coraggio di testimoniare la sua Parola nelle nostre scelte quotidiane, con la purezza dei fini, con la trasparenza dei mezzi, con l’assenza di interessi, con l’integrità del messaggio anche quando costa, senza cedere alle tentazioni del momento, imparando ad affrontare anche temporanei insuccessi. E se noi accettiamo il suo invito, Lui ci dirà: “Chi dunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre che è nei Cieli”.

 


 

 NATIVITA DI SAN GIOVANNI BATTISTA

Mercoledi 24 giugno – San Giovanni Battista Fu un grande profeta e “precursore” del Cristo con la parola e con la vita. E’ l’unico Santo, oltre la Madre del Signore, del quale si celebra anche la nascita.



Venerdi 26 giugno – Beato ANDREA GIACINTO LONGHIN

Vescovo di Treviso dal 1904 al 1936. E’ stato un Vescovo semplice, umile e coerente con le sue scelte di vita. La gente lo aveva sentito “come uno di loro” e si era sentita amata da Lui. Aveva saputo testimoniare il Vangelo fino a diventare modello di santità.  E’ stato un buon Pastore che ha amato e servito gli altri come ha fatto Gesù. Il 26 giugno, sarà celebrata dal Vescovo, in Duomo a Treviso alle ore 10,00 una S. Messa in memoria del Beato Andrea Giacinto Longhin. Diocesi di Treviso – Beato Mons. Longhin

Preghiera di Guarigione
GIOVEDI 25 giugno 2020 a partire dalle ore 19.30, in chiesa:

  • S. Rosario
  • S. Messa alle ore 20.00
  • Preghiera di guarigione ore 20.45
  • Adorazione ore 21.00
  • Benedizione finale ore 21.30

Saranno a disposizione: sale, olio e acqua benedetti.
Non sarà celebrata la S. Messa delle ore 18.00.

 

Ai genitori dei bambini della Prima Comunione
Venerdi 26 giugno 2020, incontro con i genitori dei bambini della Prima Comunione, in Chiesa alle ore 20,30.
Data l’importanza vi preghiamo di non mancare.

Ordinazioni diaconali
SABATO 27 Giugno, nella Chiesa di S. Nicolò a Treviso, ci saranno le ordinazioni diaconali e presbiterali di 3 giovani.

Anniversari matrimoniali 2020
Da più di vent’anni continua nella nostra comunità parrocchiale la “buona abitudine” di festeggiare le coppie di sposi che, nel corso dell’anno, celebrano un anniversario significativo del loro matrimonio: 25° – 50° – 55° – 60° ecc.

Questa FESTA COMUNITARIA è programmata per domenica 20 settembre e non pretende sostituire la tradizionale festa privata che ogni coppia si riserva di fare in famiglia. Vogliamo far giungere a queste coppie un invito personale ma, non disponendo di “elenchi aggiornati”, ci dispiacerebbe molto “dimenticare” qualche coppia. In quel giorno, si possono aggiungere le coppie che ricordano il loro anniversario di matrimonio, anche se non coincide con le scadenze citate.

5 x mille 
Quest’anno puoi aiutare l’Oratorio e l’Associazione NOI, donando il 5×1000 della tua dichiarazione dei redditi. Non ti costa nulla, ma per la nostra comunità è prezioso. C.F. 94124530265.