Santo del giorno
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Stemma del Vescovo Mons. Antonio Mistrorigo - intarsio marmoreo (1975) Predicazione, Trento Longaretti, vetrata istoriata 1996 Chiesa - il campanile 4
  • 2020-07-13 - Vangelo di Lunedì
    Is 1, 10-17; Sal 49; Mt 10, 34 -11, 1. ||| In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli: «Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; sono venuto a portare non pace, ma spada. Sono infatti venuto a separare l'uomo da suo padre e la figlia da sua madre e la […]
  • 2020-07-13 - Commento di Lunedì
    Non la pace ma una spada. ||| Questo annuncio, così categorico potrebbe sembrare a prima vista, duro e contraddittorio. Gesù afferma: "Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada". La pace di cui parla Gesù è sicuramente quella falsa quiete che gli uomini […]
  • 2020-07-13 - Santi di Lunedì
    Sant' Enrico II

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DOBBIAMO DIVENTARE TESTIMONI CORAGGIOSI

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VITA DI COMUNITA
CORPUS DOMINI
n. 1874 – 21 giugno 2020 – Mt 10,26-33

Gesù, nel Vangelo di oggi, pronuncia un discorso con tante istruzioni per il buon uso della vita cristiana. In particolare troviamo un invito al coraggio nella testimonianza della fede e nella coerenza della vita.

Per ben tre volte Lui rassicura i suoi apostoli contro gli ostacoli che di sicuro avrebbero incontrato nel loro cammino, dice: “Non temete, non abbiate paura, non abbiate timore” e li esorta a portare ovunque la luce che è stata posta nelle loro mani, cioè quel lieto annuncio che cambia la vita degli uomini e ricorda loro l’amore smisurato del Padre.

Gesù chiede anche a noi di non sottrarci alla prova, ma di trovare in essa l’occasione di verifica della nostra fede, per testimoniare l’amore di Dio e la verità del Vangelo. Ci chiede di affermare la nostra libertà di fronte alle intimidazioni e ai ricatti degli uomini, ricordandoci che c’è una parte di noi, l’”anima”, di cui nessuno riuscirà mai ad impadronirsi se noi non lo vogliamo. Ci chiede di non temere quelli che parlano male di noi, che ci calunniano, che seminano difficoltà nel nostro cammino, che sono in disaccordo sul nostro messaggio.

Ci dice, invece: “Temete piuttosto chi ha il potere di far perire l’anima” e cioè di coloro che tentano di catturarci nella rete dei compromessi, dei patteggiamenti, delle sottili diplomazie, dei giochi di potere, degli interessi economici. Ci dice di avere paura di chi ci assicura protezioni, favori, privilegi, ammiccamenti, formule ipocrite. Dobbiamo rifiutare ciò che si paga coi cedimenti della coscienza, l’imbavagliamento della Parola, la complicità con l’ingiustizia.

La vita degli uomini è preziosa agli occhi di Dio. Egli si china su di noi, intreccia la sua speranza con la nostra. Lui sta nel riflesso più profondo delle nostre lacrime, per moltiplicare il coraggio. E ai più fragili, agli anziani, agli ammalati e a tutti quelli che si sentono inutili, il Signore dice loro : non temete, voi valete di più, voi siete amati, voi siete importanti perché esistete.

Essere cristiani sul serio, costa. Ma è nella fatica della testimonianza che il Signore ci assicura che siamo nel suo cuore, nella pienezza della sua attenzione. E quando avremo l’impressione di non farcela più ad andare avanti, ricordiamoci che lungo la strada del Calvario, Qualcuno si è trovato nelle stesse condizioni e quindi, ci esorta a trovare forza nella croce.

 

Allora, quale il messaggio?

L’invito che Gesù ci rivolge oggi, è di avere più fiducia in Lui e di avere il coraggio di testimoniare la sua Parola nelle nostre scelte quotidiane, con la purezza dei fini, con la trasparenza dei mezzi, con l’assenza di interessi, con l’integrità del messaggio anche quando costa, senza cedere alle tentazioni del momento, imparando ad affrontare anche temporanei insuccessi. E se noi accettiamo il suo invito, Lui ci dirà: “Chi dunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre che è nei Cieli”.

 


 

 NATIVITA DI SAN GIOVANNI BATTISTA

Mercoledi 24 giugno – San Giovanni Battista Fu un grande profeta e “precursore” del Cristo con la parola e con la vita. E’ l’unico Santo, oltre la Madre del Signore, del quale si celebra anche la nascita.



Venerdi 26 giugno – Beato ANDREA GIACINTO LONGHIN

Vescovo di Treviso dal 1904 al 1936. E’ stato un Vescovo semplice, umile e coerente con le sue scelte di vita. La gente lo aveva sentito “come uno di loro” e si era sentita amata da Lui. Aveva saputo testimoniare il Vangelo fino a diventare modello di santità.  E’ stato un buon Pastore che ha amato e servito gli altri come ha fatto Gesù. Il 26 giugno, sarà celebrata dal Vescovo, in Duomo a Treviso alle ore 10,00 una S. Messa in memoria del Beato Andrea Giacinto Longhin. Diocesi di Treviso – Beato Mons. Longhin

Preghiera di Guarigione
GIOVEDI 25 giugno 2020 a partire dalle ore 19.30, in chiesa:

  • S. Rosario
  • S. Messa alle ore 20.00
  • Preghiera di guarigione ore 20.45
  • Adorazione ore 21.00
  • Benedizione finale ore 21.30

Saranno a disposizione: sale, olio e acqua benedetti.
Non sarà celebrata la S. Messa delle ore 18.00.

 

Ai genitori dei bambini della Prima Comunione
Venerdi 26 giugno 2020, incontro con i genitori dei bambini della Prima Comunione, in Chiesa alle ore 20,30.
Data l’importanza vi preghiamo di non mancare.

Ordinazioni diaconali
SABATO 27 Giugno, nella Chiesa di S. Nicolò a Treviso, ci saranno le ordinazioni diaconali e presbiterali di 3 giovani.

Anniversari matrimoniali 2020
Da più di vent’anni continua nella nostra comunità parrocchiale la “buona abitudine” di festeggiare le coppie di sposi che, nel corso dell’anno, celebrano un anniversario significativo del loro matrimonio: 25° – 50° – 55° – 60° ecc.

Questa FESTA COMUNITARIA è programmata per domenica 20 settembre e non pretende sostituire la tradizionale festa privata che ogni coppia si riserva di fare in famiglia. Vogliamo far giungere a queste coppie un invito personale ma, non disponendo di “elenchi aggiornati”, ci dispiacerebbe molto “dimenticare” qualche coppia. In quel giorno, si possono aggiungere le coppie che ricordano il loro anniversario di matrimonio, anche se non coincide con le scadenze citate.

5 x mille 
Quest’anno puoi aiutare l’Oratorio e l’Associazione NOI, donando il 5×1000 della tua dichiarazione dei redditi. Non ti costa nulla, ma per la nostra comunità è prezioso. C.F. 94124530265.

IMPARIAMO A RISCOPRIRE QUESTO GRANDE DONO

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VITA DI COMUNITA
CORPUS DOMINI
n. 1873 – 14 giugno 2020 – Gv 6,51-58

Oggi è la festa del CORPUS DOMINI e cioè del “Santissimo Corpo e Sangue di Cristo”. Questa solennità ci ricorda che Gesù ha scelto di stare in mezzo a noi in maniera concreta, visibile e tangibile. Dove una comunità si raduna e prega insieme al proprio pastore, per la potenza dello Spirito, il Signore si fa cibo. Che ci crediamo o no, il Signore si dona, si offre, si fa pane spezzato per la nostra vita.

“Chi mangia questo pane vivrà in eterno” è quanto ha detto Gesù. Questo dono inaudito della presenza di Dio è spesso ignorata dalle nostre comunità, perché travolti dall’abitudine. Oggi, non conosciamo più la fame del pane. Conosciamo un’altra fame, quella che si accompagna non con la miseria, ma con la sovrabbondanza. Possediamo tante cose, ma vorremmo averne sempre di più. E’ la fame del desiderio che colpisce la nostra società di oggi. Gesù ha detto ancora: “Io sono il Pane vivo”. Lui è venuto a saziare la nostra fame di infinito. Lui è un Pane che ci trasmette la vita stessa di Dio, un Pane che ci trasforma e che ci trasfigura. Un Pane che va condiviso con i fratelli; un Pane che genera un nuovo legame tenace e profondo di solidarietà.

Gesù ci attende nell’Eucaristia, un mistero così luminoso che ci aiuta a capire il senso della nostra vita, di uomini incamminati verso Dio. Un mistero che ci incoraggia a vivere con gli altri e per gli altri, nella nostra famiglia e nella società da fratelli salvati da Cristo. Questa solennità del Corpus Domini, ci invita ad avere il coraggio di fermarci e di fare il punto della nostra fede, per capire se stiamo realizzando il grande sogno di Dio.
Dobbiamo chiederci: “Della Messa che ne abbiamo fatto?” “Ci serve solo per identificarci di essere cristiani “buoni”? E’ l’unica cosa che caratterizza la nostra fede?”. Ci sono ancora troppi cristiani che si definiscono “credenti e non praticanti”, come se qualcuno potesse dire: “Sono innamorato non praticante della mia ragazza”.  Se così fosse, dovremmo batterci il petto, una volta tanto, perché questo vuol dire che abbiamo banalizzato l’immenso dono di Dio: la Sua presenza.

Allora, quale il messaggio?

Riappropriamoci del grande dono dell’Eucaristia che è la prova tangibile della possibilità di realizzare il sogno di Dio. A questo immenso dono non facciamogli perdere il suo sapore inconfondibile di Pane! Partecipiamo all’Eucaristia e mettiamoci in gioco con un atteggiamento di accoglienza e di fede. Lasciamo cadere i nostri egoismi, i nostri individualismi, abbiamo tutti bisogno di riscoprire la misericordia di Dio e la sua grande tenerezza. E ai genitori ricordiamo di non trascurare la crescita dei valori spirituali dei loro figli, che sono fondamentali nella vita.


CORPUS DOMINI

Oggi, solennità del CORPUS DOMINI, preghiamo per le persone
che abbiamo salutato senza celebrare l’Eucaristia.

 


Venerdi 19 giugno 2020 si fa memoria del SACRO CUORE DI GESU’.

Sabato 20 giugno ricordiamo il SACRO CUORE DI MARIA.

San Luigi Gonzaga

San LUIGI GONZAGA – domenica 21 giugno
Luigi rinunciando alla vita di corte in uno degli ambienti più fastosi della sua epoca (lui era un giovane marchese nativo di Castiglione delle Stiviere –Mantova- figlio di Ferrante) scelse la via della vita religiosa come gesuita.
Fu esemplare per lo spirito di sacrificio e sigillò la sua breve esistenza al servizio dei malati di peste. Morì da vero “martire di carità” a Roma il 21 giugno 1591 all’età di 23 anni. Giovanni Paolo II di lui disse nel giugno 1991: “Il Padre misericordioso ha concesso a Luigi d’immolare la sua giovinezza in un servizio eroico di carità fraterna”. ( Santi e Beati )

Catechiste per Prima Comunione
Mercoledi 17 giugno 2020 sono invitate in Canonica, alle ore 20.30, le catechiste che hanno fatto la QUARTA elementare, per prendere accordi per la Prima Comunione. Data l’importanza vi preghiamo di non mancare.

5 x mille 
Quest’anno puoi aiutare l’Oratorio e l’Associazione NOI, donando il 5×1000 della tua dichiarazione dei redditi. Non ti costa nulla, ma per la nostra comunità è prezioso. C.F. 94124530265.

SS TRINITA – IL SEGRETO DELLA NOSTRA FELICITA

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VITA DI COMUNITA – SS TRINITA
n. 1872 – 07 giugno 2020 – Gv 3,16-28

Oggi è la solennità della SS. TRINITA’ e per la nostra Parrocchia, la festa è doppia perché ne ha il patrocinio. Questa domenica, le letture ci invitano a riflettere sul Mistero della Trinità: Dio uno e trino, Padre e Figlio e Spirito Santo. Proviamo, a interpretare questo Mistero Trinitario, a partire dalla nostra vita quotidiana.

L’uomo autentico vive in tre dimensioni: verticale, orizzontale e di profondità. Nella dimensione verticale l’uomo accetta di vivere da “figlio”, si mette cioè, in relazione con ciò che sta “al di sopra” di lui (padre, madre) e vi riconosce i valori: obbedienza e docilità.

La dimensione orizzontale, invece, aggancia l’uomo a tutto ciò che gli sta “attorno” (fratelli, sorelle, amici), cioè a tutti i propri simili. Vivendo questa dimensione diventa “fratello” e i valori essenziali sono quelli di fraternità e uguaglianza.

Infine, la dimensione interiore, che è il mondo dell’anima, dello Spirito, della creatività. Mediante questa dimensione l’uomo entra in rapporto con ciò che sta “dentro” di lui e scopre i valori di interiorità, silenzio, riflessione, libertà, contemplazione, fino ad arrivare alle proprie radici.

Che cosa centra tutto ciò con la Trinità? Centra perché il credente non trova Dio in una sola dimensione, lo incontra, proprio nelle sue tre dimensioni fondamentali. Aprendo il Vangelo, il cristiano fa conoscenza con un Dio che è Padre. Trova un Dio che in Gesù ha assunto un volto umano, fraterno. Infine, Dio lo trova nella profondità, dentro il suo essere, è lo Spirito Santo. Quindi, la Trinità è “comunione”.

Oggi, molti cristiani fanno fatica a riconoscere l’impronta del Padre nella creazione, l’agire del Figlio nella sua volontà di salvezza dell’uomo, a riconoscere lo Spirito che accompagna, che porta a compimento e che santifica l’umanità pellegrina.  Eppure la Trinità ci accompagna e ci accompagnerà lungo tutto il corso della nostra vita. All’inizio della nostra esistenza siamo stati battezzati “nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”.

Con questo segno siamo stati cresimati, uniti in matrimonio, introdotti nel sacerdozio, perdonati. E alla fine della vita, partiremo ancora nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo da questo mondo. E’ questo segno, il segno della croce, che ci ricorda la presenza della Trinità e che ci aiuta a metterci in contatto con essa.

Allora, quale il messaggio?

Noi ci affidiamo alla Trinità, con il segno della croce, invochiamo la Sua protezione e ravviviamo la nostra fede. Lasciamoci coinvolgere dal Suo amore e cerchiamo di vivere nella carità e nell’unità. A tutti i livelli: in famiglia, nella scuola, nei gruppi di lavoro, negli impegni. Abbandoniamo la nostra disumanità, cerchiamo di ritrovare la tenerezza e stacchiamoci dalle nostre certezze e presunzioni, dalle nostre esitazioni e paure. La Trinità si aspetta da noi che crediamo, grazie alla forza “trasformante” dello Spirito e all’azione “trascinatrice” del Figlio, di arrivare finalmente al Padre.


SS. TRINITA

Domenica scorsa abbiamo festeggiato la solennità della PENTECOSTE, dove protagonista è lo SPIRITO SANTO
Proviamo ora ad approfondire i sette doni che lo Spirito Santo distribuisce per poter seguire Gesù.

SAPIENZA. La Sapienza è il dono che ci aiuta a riconoscere la presenza di Dio nella vita di ogni giorno. Ci aiuta a pensare come pensa Dio e dai Vangeli sappiamo che Dio è solo capace di pensare bene di tutti. Lo Spirito di Sapienza ci guida e ci insegna, a poco a poco, a conoscere Dio come Padre per incontrare gli altri come amici e fratelli. Chi accoglie il dono della Sapienza, accoglie Gesù come maestro per diventare capace di scegliere la via della santità, la via che Gesù stesso ha percorso e ci ha indicato per raggiungere il Padre.

INTELLETTO. Il dono dell’Intelletto è la capacità di approfondire le ragioni della nostra fede. Ci permette di trovare risposte alla domanda: “Perché seguire Gesù?”.Ci dà una mano ad approfondire il perché delle nostre scelte.

CONSIGLIO. Il dono del Consiglio ti aiuta ad ascoltare la voce di Dio, a riconoscere e a scegliere la via che porta alla verità e alla vita. Per raggiungere una metà è indispensabile sapere la strada altrimenti si fallisce nel nostro intento. La strada che porta a Dio, prima o poi ci fa incontrare con Gesù. E da quando Gesù è venuto sulla terra ed è morto in croce per noi, noi abbiamo la certezza che Dio non ci inganna mai, ma desidera sempre e solo il nostro bene anche quando noi non ce ne accorgiamo.

FORTEZZA. Il dono della Fortezza ci aiuta a resistere nella fatica e nella prova e a testimoniare, giorno dopo giorno, la nostra fede. Lo Spirito Santo, ci dona la forza per non tirarci indietro di fronte a chi è nel bisogno. L’impegno verso gli altri nel volontariato, nella carità, nella solidarietà, ha bisogno dell’aiuto continuativo e senza limiti dello Spirito. E’ lui che anima chi si impegna nel compiere il bene.

SCIENZA. La Scienza è un dono che ci aiuta ad accogliere il mondo in cui viviamo, per stare meglio, imparare a rispettare il creato, servire il bene dell’umanità ed avere la forza per rinnovare ciò che è vecchio, per rendere nuova ogni giornata. L’uomo che si impegna a rendere migliore il mondo in cui vive è un collaboratore di Dio, perché con Dio continua l’opera della creazione.

PIETA’. Il dono della Pietà ci aiuta a vedere chi è nel bisogno, ci dà orecchie capaci di ascoltare e mani capaci di stringere altre mani. E’ un aiuto per accorgerci che tutti abbiamo bisogno gli uni degli altri. Lo Spirito ci dona la forza di amare come ama Dio. Amare, non è un punto di partenza ma un punto di arrivo.

TIMOR di DIO. Il dono del Timor di Dio ci aiuta ad amare Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutta la mente e il prossimo come lo ama Dio. Lo Spirito Santo ci aiuta a scoprire il grande rispetto che Dio ha per ciascuna persona. Il bene è l’unico Suo desiderio. Chi ama il bene ama Dio ed è amato da Dio.

 

 

DOBBIAMO RECUPERARE IL NOSTRO ESSERE CRISTIANI

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VITA DI COMUNITA – PENTECOSTE
n. 1871 – 31 maggio 2020 – Gv 20,19-23

Oggi la liturgia celebra la festa della Pentecoste che ha come protagonista lo Spirito Santo. Era il giorno della Pentecoste quando Gesù, entrato nel Cenacolo, dopo aver salutato i suoi con “Pace a voi!”, alitò su di loro e subito “furono tutti pieni di Spirito Santo”.

Da quel momento essi trovarono il coraggio di uscire, di affrontare il mondo e si sentirono pronti nell’annuncio della verità. Nasceva, così, la Chiesa e aveva inizio la sua missione. E’ nata la Chiesa della chiarezza, della semplicità, del servizio, alla quale Gesù ha dato un compito, quello di uscire e di andare nel mondo: “Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi” e cioè “manda noi”… noi cristiani.

Lo Spirito Santo è l’ultimo dono di Gesù agli Apostoli, nominato da Lui con rispetto e con titoli straordinari: Vivificatore, Consolatore. E’ la presenza e l’espressione della tenerezza di Dio verso le sue creature. Quando noi lo riceviamo nei Sacramenti, in particolare nel Battesimo e nella Cresima, Lui ci aiuta a vivere da figli la nostra vita, a comprendere il vero senso delle cose, a ricercarne la verità e a fare scelte che ci porteranno a realizzare il progetto di Dio.

Lo Spirito Santo da’ ad ogni cristiano l’ispirazione, l’efficacia, la potenza, una genialità che gli è propria e ciascuno deve essere fedele al proprio dono, al proprio fuoco e venerare i propri talenti. Se Cristo ha riunificato l’umanità, lo Spirito ha diversificato le persone.

Il cristiano, di oggi, che è un uomo distratto, disincantato, indifferente a tutto, deve chiedere aiuto allo Spirito se vuole avere la forza di vivere e testimoniare la Parola di Dio. Deve imparare a recuperare la dimensione “pentecostale”, non può più rimanere innocuo e la sua vita deve diventare impegno e testimonianza. Non può più scegliere sempre soluzioni di facilità e di compromessi. La vita non deve essere addolcita, imborghesita, facilitata, altrimenti, si rischia di non aver niente da dire a nessuno.

Lo Spirito Santo, se invocato, farà nascere in noi la forza della pace, rinforzerà la nostra speranza, ci aiuterà ad avere più fede e più coraggio, perché Dio parla con le nostre parole, piange le nostre lacrime e ci sorride come nessuno. Il Santo Curato d’Ars diceva: “Quando ci vengono pensieri buoni è lo Spirito Santo che ci visita”.

Allora, quale il messaggio?

La Pentecoste è una condizione di vita della Chiesa fino al ritorno di Gesù.  Il nostro impegno, allora, deve essere quello di raccontare Dio nella lingua dell’uomo. Raccontare la sua Parola con le parole più belle e più care che abbiamo nel cuore, con i nostri gesti e con i comportamenti, altrimenti il Vangelo diventerà un libro di sacrestia. Se vogliamo, siamo ancora in tempo a recuperare il nostro essere cristiani!

 


PENTECOSTE

“La pace sia con voi. Come il Padre ha mandato me, così io mando voi.
Ricevete lo Spirito Santo. A chi perdonerete i peccati, saranno perdonati.”

 

 

IL TUTTO COMINCIA DA QUAGGIU

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VITA DI COMUNITA
ASCENSIONE DEL SIGNORE
n. 1870 – 24 maggio 2020 – Mt 28,16-20

La Chiesa celebra, oggi, la solennità dell’Ascensione del Signore. Ascensione che non è la partenza di Cristo, ma la Sua presenza diversa nel mondo. Cristo è Dio-con-noi per sempre. E con l’Ascensione inizia la missione degli Apostoli, inizia il tempo della Chiesa.

I giorni dopo la Pasqua, furono certamente per gli Apostoli, giorni straordinari, fatti di domande a Gesù e di chiarimenti sul compito che stava per dare alla Chiesa. Prima di ascendere al cielo, Gesù ha lasciato agli Apostoli un compito: “….Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole, nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo”. “Andate…” che vuol dire: non state a guardare il cielo, ma cercate di allacciare un collegamento tra il cielo e la terra. Il Signore non lo troviamo tra le nuvole ma dobbiamo cercare di scorgerlo nei suoi infiniti travestimenti.

Il compito che Gesù ha dato, definisce lo scopo della nostra vita, indica la nostra missione. Lui ci incarica di parlare a nome di Dio, anche se spesso siamo costretti a riconoscere con onestà di non possedere le risposte a tutte le domande, le soluzioni a tutti i problemi e che le nostre parole sono semplici balbettamenti rispetto alla grandezza del messaggio.  Niente di deciso in partenza, ma un cammino da inventare ogni giorno, tra incertezze e imprevisti che obbligano a rivedere costantemente le nostre posizioni.

Ad avere la consapevolezza dei pericoli che ci minacciano, di non cadere in tentazione specie quando la vita diventa dura e ingrata. E di avere il coraggio di ammettere la nostra miseria, per avere la possibilità di sperimentare in maniera discreta, ma reale, la forza che viene dallo Spirito e la grandezza di Dio che è pari alla Sua bontà.

Dio ha per ognuno di noi, un disegno di bontà. Lui ci vuole testimoni credibili di Cristo secondo le nostre esperienze di vita ed è nei nostri gesti quotidiani che possiamo far presente Gesù risorto. Come? Per esempio vedendo la generosità di un educatore, la costanza e la tenerezza di una catechista, la presenza discreta accanto al letto di un ammalato…, senza dimenticare che il nostro destino è orientato verso un destino più grande, che va oltre, che ci attende, come un “già e non ancora”.

Allora, quale il messaggio?

Noi abbiamo ricevuto da Dio una vocazione da vivere con umiltà, pazienza e con fedeltà. Tutto non finisce quaggiù, ma solo comincia. Ed è solo vivendo la fedeltà alla nostra vocazione, che noi possiamo diventare testimoni di Cristo con le prove che vivremo e con lo stimolo a guardare lontano, al di là di questi giorni, al di là di questa vita. La pienezza ci verrà data dopo, sempre se continueremo a camminare nella stessa direzione che ha camminato Cristo.


ASCENSIONE DEL SIGNORE