Santo del giorno
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Chiesa - interno - Deposizione di Alessandro Pomi - olio su tela (1948) San Francesco, autore ignoto, vetrata istorata, 2004 San Tarcisio, Lino Dinetto, vetrata istoriata, 1971 4
  • 2020-06-04 - Vangelo di Giovedì
    2 Tm 2, 8-15; Sal 24; Mc 12, 28-34. ||| In quel tempo, si avvicinò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?». Gesù rispose: «Il primo è: "Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l'unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore […]
  • 2020-06-04 - Commento di Giovedì
    Ascolta! ||| La ricerca dell’essenziale, quando un groviglio di leggi e di leggine ci opprimono e ci confondono, è un desiderio autentico di tutti. Ringraziamo lo scriba, che rivolgendosi a Gesù, gli chiede qual è il primo dei comandamenti. Gesù, in ordine e in successione, traccia una gerarchia di valori essenziali per l’uomo ed indica […]

UN APPUNTAMENTO CHE DOBBIAMO ACCETTARE

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VITA DI COMUNITA
n. 1866 – 26 aprile 2020 – 
Lc 24,13-35

Domenica scorsa l’Evangelista Luca ci ha fatto incontrare Tommaso che non aveva creduto all’annuncio dei suoi amici che avevano visto Gesù Risorto. Oggi, invece, ci parla di Cleopa e dell’amico che non credono alla testimonianza di “alcune donne, delle nostre…”.

Questi due discepoli stavano percorrendo la strada che da Gerusalemme portava a Emmaus ed erano amareggiati e scoraggiati. Erano ancora sotto choc per gli avvenimenti drammatici culminati con la morte di Cristo in croce ed erano talmente chiusi nel loro dolore da non accorgersi neppure che Gesù li accompagnava nel loro cammino.

Anzi, si erano sentiti quasi offesi dallo sconosciuto ospite, il quale sembrava non condividere a sufficienza la loro sofferenza. Gesù li aveva ascoltati parlare della sua crocifissione, avevano parlato di ciò che avevano dentro il proprio cuore, e della loro speranza andata in frantumi: “noi speravamo… con tutto ciò son passati tre giorni…”. Tre giorni gli erano sembrati un’eternità. Ecco la lunghezza della loro speranza e la consistenza della loro fede!

Questi due discepoli ci assomigliano. Anche noi abbiamo, come loro bisogno di vedere subito riconosciute, applaudite le nostre idee. Non riusciamo, come dicono gli arabi, a “morire di pazienza”. La nostra speranza ha il fiato corto e una speranza con il fiato corto è calcolo umano, meschina contabilità burocratica. Non siamo capaci di vedere “oltre”. Oltre l’ostacolo, oltre l’insuccesso immediato, oltre l’incomprensione, oltre il rifiuto, oltre la confusione.

Vediamo, ora, come fa Gesù a scuotere questi discepoli assonnati e stanchi. Gesù non si mette subito a spiegare, ma quando prende la parola, parla al loro cuore, non solo alla loro intelligenza. E quello che dice ha un effetto sorprendente: nei loro cuori torna ad ardere la speranza. Lui li conduce lungo le Scritture e un po’ alla volta, loro comprendono che ciò che è successo, era un gesto d’amore, in un disegno d’amore.

Ed è a tavola che lo riconoscono, quando “prese il pane, disse la benedizione, lo spezzò e lo diede loro”. I loro occhi si aprirono e diedero un nome a quello che era accaduto lungo la via: quel viandante era Gesù, il Crocifisso Risorto, il Signore della vita. E sicuramente è stata questa gioia che diede loro la forza di tornare indietro per annunciare che il Signore era davvero Risorto.

Allora, quale il messaggio?

Il Risorto continua a darci appuntamento, di Domenica in Domenica, lungo la via della nostra esistenza, per ascoltarci, per parlarci, per leggere con noi le Scritture, per ravvivare in noi quel fuoco che rischia di spegnersi, per darci la speranza, per donarci il suo pane. Ci chiede di diventare protagonisti della nostra vita e di tenere lo sguardo e il cuore pronti, pronti a capire. Questo appuntamento è da accettare, solo così la nostra vita sarà piena di luce e di gioia.

 

 

ANCHE NOI SIAMO COME TOMMASO

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VITA DI COMUNITA
n. 1865 – 19 aprile 2020 – 
Gv 20,19-31

Il brano del Vangelo di oggi, ci presenta Tommaso, un Tommaso che non si fida della testimonianza degli Apostoli quando gli dicono “abbiamo visto il Signore”, ma vuole vedere, “toccare”, verificare di persona (lui era essente quando Gesù era apparso).

Tommaso, era una creatura in movimento, uno che cercava, che non si accontentava, che intendeva verificare di persona, che non accettava a scatola chiusa le risposte altrui. Tutti lo hanno descritto come un incredulo. Eppure, leggendo bene il racconto di Giovanni, si capisce subito che lui al Rabbì ci ha creduto, fin troppo. Dalle sue parole si intuisce l’amarezza che ha sconvolto il suo cuore all’indomani della croce…

Lui non era incredulo, forse credulone, con l’entusiasmo che lo contraddistingueva tra i Dodici. E quella croce inattesa, aveva messo fine anche al suo sogno e forse mentre ascoltava i suoi compagni le sue ferite avevano sanguinato.  Per noi oggi, non dovrebbe essere difficile riconoscerci nell’atteggiamento di Tommaso, in un certo senso precursore di una certa mentalità dominata dalla tecnica, tipica dell’era industriale, per cui conta ciò che si può vedere, toccare, pesare, misurare, analizzare, calcolare.

Quello che ci manca è il modo di conoscenza “per contemplazione” in cui i sensi sono sostituiti dal silenzio, dall’attenzione, dallo stupore, dall’amore, dall’intuizione, dalla poesia. Non siamo più capaci di riconoscere ciò che supera le nostre capacità naturali. Il mistero ci è estraneo ed è diventato oggetto di sospetto e perfino di derisione. Siamo ossessionati dall’avere, godere, produrre, consumare e non ci accorgiamo che così la nostra vita si impoverisce banalizzandosi. Non riusciamo più a scoprire il “senso autentico della vita” perché siamo troppo affannati a migliorare il nostro tenore di vita. Dio viene ignorato, escluso e diventa superfluo, non ci interessa più.

Tommaso, per nostra fortuna, non è stato un campione, un primo della classe, un eroe… Ha camminato con le proprie gambe e tanta sofferenza dentro, senza cedere alla stanchezza e alla sfiducia. Cristo lo ha atteso pazientemente, anche se è arrivato ultimo. E aspetterà anche noi e non importa se arriveremo con un po’ di ritardo a credere, l’importante è che arriviamo un po’ prima di incontrarlo.

Allora, quale il messaggio?

Gesù non ci obbliga a credere, ma continua semplicemente a ripeterci: “Beati quelli che pur non avendo visto crederanno”. La nostra grande scommessa e il nostro grande rischio, dunque, sta proprio qui: amarlo pur non vedendolo, sopportando la sua lontananza, che non è un’assenza. E non importa se per farlo, arriveremo in ritardo. Gesù offre a tutti i ritardatari una possibilità. Accostiamoci, allora, a Lui senza paura, Lui ci accoglierà con dolcezza, pace, tenerezza. E solo allora, trasformati dalla sua presenza, dal nostro cuore usciranno le parole più semplici per dire la cosa più grande: “Mio Signore e mio Dio!”

 

 

 

PASQUA DI RESURREZIONE 2020

CREDERE NELLA RISURREZIONE  E’ “FARE PASQUA”

(Gv 20,1-9) – 12 Aprile 2020
Pasqua di Risurrezione

Vogliamo pronunciare, oggi, il nome della speranza donata all’uomo: si chiama Risurrezione, perché c’è un Risorto!

“….Maria vide che la pietra era stata ribaltata dal sepolcro…..” anche se quel sepolcro vuoto ci pone di fronte ad un’alternativa: o hanno trafugato la salma oppure Cristo è risorto, non esiste una posizione intermedia. Ma se noi crediamo che la Risurrezione di Cristo non è una favola, allora non c’è limite alla nostra speranza e quella cristiana assume la dimensione dell’impossibile.

Perché è con la sua Risurrezione che Cristo ci assicura che tutto è andato nel senso giusto! Il giorno di Pasqua, è il giorno che inaugura un mondo nuovo. Ma vediamo cosa vuol dire “fare Pasqua, almeno una volta all’anno…..”.

“Fare Pasqua” è il minimo che viene richiesto a chi è battezzato. Vuol dire rompere con il passato, una rottura che trova la sua espressione più evidente nella confessione, attraverso la quale manifestiamo di voler morire al peccato e resuscitare alla vita, alla fede, alla pace, al perdono, all’amore, alla gioia, alla speranza.

“Fare Pasqua” vuol dire accostarsi all’Eucaristia, il Pane che alimenta la vita nuova: un pane di fraternità, di sincerità, di giustizia, di solidarietà, di condivisione.

“Fare Pasqua” non significa mutare abito, ma cambiare vita. Significa accettare di diventare dei risuscitati: morti alle nostre tristezze, alle angosce, alle paure. Liberati dai risentimenti, dagli egoismi, dagli interessi, dalla violenza e inseriti nella vita nuova che ci offre Cristo. Ritrovare, cioè, le stesse cose di prima, ma nuove, “diverse”.

E in questo può aiutarci solo la nostra fede. E’ per fede che si crede nel Signore Risorto, è per fede che si passa dal vedere al credere, attraverso un itinerario che, da duemila anni, è sempre lo stesso. E credere vuol dire “fare Pasqua” nella Risurrezione.

Lui vuole portarci fuori dai nostri sepolcri. Vuole strapparci dalla nostra contabilità per spingerci nel mondo della gratuità. Cristo ci consegna “oggi” un mondo nuovo. Oggi tutto ricomincia da capo. Questo è il punto di partenza verso un cammino che solo Lui conosce e Lui ci aspetta “oltre”. Mancare all’appuntamento di oggi, equivale mancare all’appuntamento con Dio.

Allora, quale il messaggio?

A questo Dio, vogliamo permettere che ridiventi Dio in noi? A Pasqua ha vinto l’amore, non la violenza; ha vinto la debolezza, non la forza; ha vinto il perdono, non l’odio. E per noi credenti, le regole del gioco, ora, sono queste. Lasciamoci alle spalle la stanchezza, la sfiducia, la paura, la disperazione, le delusioni, le frustrazioni e incamminiamoci nella via della speranza e dell’umanità.
Allora si, che per noi sarà veramente Pasqua.

BUONA PASQUA in CRISTO RISORTO!

il parroco don Giuseppe


Domenica di Pasqua – La liturgia del giorno di Pasqua ci fa correre al sepolcro. Possiamo ricominciare l’avventura con il Signore anche se lo abbiamo rinnegato, tradito, offeso… perché siamo rinnovati dal suo amore. Come Miriam dopo il passaggio del Mar Rosso ha intonato il canto e danzato in onore del Signore perché “ha mirabilmente trionfato!”, così Maria di Màgdala corre ad annunciare ai discepoli: “Ho visto il Signore!”. E così essi corrono al sepolcro, con l’ardore del cuore, e vedono e credono. – LEGGI


 

 

SETTIMANA SANTA – PREPARAZIONE ALLA PASQUA NELLE CASE

SETTIMANA SANTA e PASQUA 2020

Carissimi,

ormai è evidente a tutti che le comunità cristiane di tutta Italia vivranno quest’anno la solennità di Pasqua senza poter partecipare alle liturgie proprie di questo tempo, che è il cuore dell’anno liturgico, perché fa memoria della passione, morte e risurrezione di Gesù di Nazaret che è il Cristo risorto, unico salvatore dell’uomo.
In ascolto delle indicazioni del nostro vescovo, per affrontare i prossimi giorni, ho raccolto le indicazioni che riporto qui di seguito.

Giovedì Santo – in ogni parrocchia è consentita la celebrazione della Santa Messa in chiesa senza concorso di popolo (nella nostra chiesa sarà celebrata alle ore 19,00 e trasmessa su Youtube).

Venerdì Santo – in ogni parrocchia si celebri la solenne Azione Liturgica in chiesa senza concorso di popolo (da noi alle 20,30 sarà trasmessa su Youtube).

Sabato Santo Veglia Pasquale – si celebra la risurrezione in “forma ridotta” (da noi alle 20,30 su Youtube).

Suggerisco di valutare l’opportunità di guardare le celebrazioni del Papa e del nostro Vescovo, di seguito avete gli orari.
Se poi ritenete possibile celebrare in casa il Triduo Pasquale, utilizzate le proposte della Diocesi. Potrebbero essere delle modalità efficaci per coinvolgere i bambini e i ragazzi, e accompagnarli verso la Pasqua.
Vi invito poi a considerare da persone mature nella Fede, la necessità di chiedere perdono a Dio per le infedeltà, perché il Papa ha dato la possibilità di sostituire così la confessione personale, garantendo anche l’Indulgenza plenaria. Di tutto questo vi forniamo i sussidi.

Non mi resta che augurare a tutti una Buona Pasqua, assicurandovi di continuare a portarvi davanti a Dio con la preghiera, perché da Padre misericordioso abbia uno sguardo di benevolenza su di noi che siamo figli.

don Giuseppe


SETTIMANA SANTA E TRIDUO PASQUALE
Diocesi di Treviso

Pagina del sito della Diocesi di Treviso dedicata alla preparazione della celebrazione a casa del Triduo Pasquale, dove troverete i sussidi per adulti, giovani, bambini e famiglie per la preghiera e la celebrazione penitenziale. – LEGGI

Lettura per comprendere il senso del Triduo Pasquale celebrato in casa – LEGGI


Giovedì Santo – Nella liturgia di questo giorno siamo coinvolti nei gesti di Gesù, che spezza il pane e lava i piedi ai discepoli. Tutti noi, anche nell’intimità delle nostre case, siamo parte della grande famiglia che è la Chiesa sparsa in tutto il mondo. La fede comune ci aiuta ad aprire le porte a Gesù e ad accogliere la sua vita offerta per tutti gli uomini e donata come Pane vivo nell’Eucaristia. – LEGGI

MESSE IN DIRETTA WEB


Venerdì Santo – La liturgia di oggi ci conduce silenziosamente nell’evento della passione e morte di Gesù. Riconosciamo che questo è il modo con cui Dio ha rivelato la misura, l’ampiezza e la profondità del suo amore per noi. Baciando il crocifisso siamo coinvolti in questo amore con il corpo e l’affetto, ed esprimiamo il desiderio di essere guariti e trasformati in uomini nuovi, figli di Dio capaci di compassione. Con la preghiera universale presentiamo il mondo all’amore di Dio. – LEGGI

Celebrazione della Passione del Signore

  • ore 15.00 – Vescovo di Treviso Michele Tomasi – Antenna3 e diretta web canale Diocesi di Treviso
  • ore 18.00 – Santo Padre Papa Francesco – Passione di nostro Signore Gesu – diretta su TV2000
  • ore 20.30 – Chiesa di Spresiano – diretta web nel canale Youtube Parrocchia di Spresiano
  • ore 21.00 – Santo Padre Papa Francesco – Via Crucis diretta su TV2000

Sabato Santo – Alla cena di Pasqua il bambino ebreo domanda: “Perché questa notte è diversa dalle altre?”. Il padre e gli adulti rispondono raccontando come Dio è “passato” nella storia del popolo d’Israele, li ha liberati dalla schiavitù, li ha condotti nel deserto per divenire suo popolo… Alla stessa domanda noi cristiani dovremmo rispondere: “In una notte come questa Cristo è risorto da morte”. La Veglia pasquale è la liturgia più ricca di segni e significati di tutto l’anno liturgico. In questa celebrazione si ripercorre il cammino che ci ha generato alla fede attraverso l’incontro con Cristo Risorto, mediante il battesimo. Con gesti e parole, Cristo è proclamato Luce del mondo, Acqua viva che dà vita, Parola che salva, Pane di vita eterna. In questa notte finalmente si eleva con gioia il canto dell’Alleluia: Il Signore è risorto! Sì, è veramente risorto! – LEGGI


Domenica di Pasqua – La liturgia del giorno di Pasqua ci fa correre al sepolcro. Possiamo ricominciare l’avventura con il Signore anche se lo abbiamo rinnegato, tradito, offeso… perché siamo rinnovati dal suo amore. Come Miriam dopo il passaggio del Mar Rosso ha intonato il canto e danzato in onore del Signore perché “ha mirabilmente trionfato!”, così Maria di Màgdala corre ad annunciare ai discepoli: “Ho visto il Signore!”. E così essi corrono al sepolcro, con l’ardore del cuore, e vedono e credono. – LEGGI


 

CELEBRAZIONI DEL SANTO PADRE FRANCESCO

9 aprile 2020
ore 18.00
Giovedì Santo
Santa Messa nella Cena del Signore
10 aprile 2020
ore 18.00
ore 21.00
Venerdì Santo
Celebrazione della Passione del Signore
Via Crucis (sul Sagrato della Basilica di San Pietro)
11 aprile 2020
ore 21,00
Sabato Santo
Veglia pasquale nella notte santa
12 aprile 2020
ore 11,00
Domenica di Pasqua – Risurrezione del Signore
Santa Messa del giorno

CELEBRAZIONI DEL VESCOVO MICHELE

9 aprile 2020
ore 20.30
Giovedì Santo
Santa Messa nella Cena del Signore
Diretta web: www.lavitadelpopolo.it e www.diocesitv.it
10 aprile 2020
ore 15.00
 Venerdì Santo
Celebrazione della Passione del Signore
Diretta TV: Antenna 3 e Rete Veneta;
Diretta web: www.lavitadelpopolo.it e www.diocesitv.it
11 aprile 2020
ore 22.00
Sabato Santo
Veglia pasquale nella notte santa
Diretta web: www.lavitadelpopolo.it e www.diocesitv.it
12 aprile 2020
ore 9.00
Domenica di Pasqua – Risurrezione del Signore
Santa Messa del giorno
Diretta TV: Antenna 3;
Diretta web: www.lavitadelpopolo.it e www.diocesitv.it

 

RIFLESSIONI DEL VESCOVO MICHELE

Trasmesse in diretta televisiva su Antenna 3 e diretta streaming web su www.lavitadelpopolo.it e www.diocesitv.it

9 aprile 2020, ore 17.30  – Riflessione sull’Ultima Cena
11 aprile 2020, ore 17.30  – Riflessione su Sabato Santo e Veglia Pasquale

DOMENICA DELLE PALME – UN INVITO A RIMETTERCI IN GIOCO

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VITA DI COMUNITA – n. 1863 – 05 aprile 2020 
Domenica delle Palme – 
Mt 26,14-27,66

Nella Domenica delle Palme viene ricordato l’ingresso di Gesù a Gerusalemme. Un ingresso che non è stato proprio trionfale e questo lo si capisce dalla lettura del racconto della Passione articolato sul tema della croce.

Questo dramma commovente ce lo racconta, quest’anno, l’evangelista Matteo che ci presenta Gesù come il Signore della storia. Gesù, il Figlio di Dio che rinuncia al suo potere infinito, giusto ma perseguitato, che non oppone violenza, ma sceglie la via della mansuetudine.

Il volto svelato nella Passione è il volto di un Dio consegnato per amore, che accetta di non essere capito, di essere oltraggiato per amore degli uomini, è un Dio che muore per amore. E questo avvenimento, che riviviamo ogni anno, ci sarà ancora e per sempre, perché la Passione, Morte e Risurrezione di Gesù rappresentano un “qui e ora” per ciascuno di noi.

La croce è una dimensione fondamentale dell’esistenza del cristiano, non si può far finta di commuoverci  del volto di Gesù sfigurato dalla violenza e dal dolore. Ogni celebrazione propone, riattualizza, rivive, celebra questo avvenimento.

E’ come se il Signore ci dicesse: “Questo è il mio amore per te. Se sei riuscito a fare sufficiente deserto nel tuo cuore, in questi quaranta giorni, lo puoi capire, puoi sentire la sete, cercare la luce, desiderare di rivivere come Lazzaro. Io Gesù, Figlio di Dio mi dono per te”.

Se poi, nel corso della vita ci capita di essere protagonisti di una circostanza dolorosa, diventiamo contemporanei alla Passione di Cristo, ci troviamo in sintonia con la Sua sofferenza ed è in quel momento di prova che, sotto il peso della nostra croce, Lui c’è già.

E quando qualcuno ha bisogno della nostra pietà, della nostra vicinanza, della nostra comprensione, della nostra parola, della nostra solidarietà, della nostra amicizia, il Cireneo che siamo noi, deve farsi avanti ed aiutare. Insomma, bisogna che Gesù, vivente in noi, sia disponibile a caricarsi della croce degli altri ed incamminarsi verso il Calvario.

Allora, quale il messaggio?

La prossima settimana inizia la Settimana Santa. Tre giorni ci accompagneranno a riscoprire il dono della fede, a cambiare vita. Ritagliamo un po’ di spazio e tempo ai nostri mille impegni e cerchiamo di esserci! Raccogliamo il nostro coraggio e rimettiamoci in gioco. Forse alla fine, anche noi come il centurione, apriremo il nostro cuore e professeremo la nostra fede dicendo: “Davvero questi è il Figlio di Dio”.


DOMENICA DELLE PALME E SETTIMANA SANTA

Domenica delle Palme 2020

SETTIMANA SANTA

  • Il Giovedì ci ricorda l’istituzione dell’Eucaristia;
  • il Venerdì la grande e sofferta celebrazione della Croce;
  • il Sabato la lunga e luminosa notte della Risurrezione.