Santo del giorno
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Navata centrale, altare, abside Chiesa - il campanile 3 4
  • 2020-11-24 - Vangelo di Martedì
    Ap 14, 14-19; Sal 95; Lc 21, 5-11. ||| In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta». Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose […]
  • 2020-11-24 - Commento di Martedì
    "Viene il Signore a giudicare la terra". ||| La vita dei discepoli del Signore non sarà tranquilla: non mancheranno persecuzioni, tradimenti, tentazioni e inganni. Occorre la perseveranza. Allora si potrà essere salvi, nello sfacelo di tutte le cose. Colui che siede sulla nube, della prima lettura dall'Apocalisse, "simile a Figlio d'uomo", - visione messianica già […]
  • 2020-11-24 - Santi di Martedì
    San Columbano - Andrea Dung-Lac

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DOBBIAMO DIVENTARE FIGLI DI QUESTA NOSTRA CHIESA

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VITA DI COMUNITA
n. 1883 – 23 agosto 2020 – Mt 16,13-20

La scena che troviamo oggi nel Vangelo si svolge a Cesarea di Filippo, che si trova nella regione più a nord di Israele ed è qui che Gesù, in una pausa di tranquillità con i suoi Apostoli, fa una specie di sondaggio per sapere che cosa avevano capito di Lui.

“La gente chi dice che sia il Figlio dell’uomo?” chiede. E Gesù si sente riferire le risposte più inverosimili: c’è chi ritiene che sia Giovanni Battista, altri qualcuno degli antichi profeti, come Elia o Geremia, ritornato in vita.

Allora, Lui rivolge la domanda agli Apostoli: “E voi, chi dite che io sia?”. Il Maestro li interroga per vedere se sono stati attenti, se hanno capito la lezione e fra i dodici uno è stato davvero attento, ha capito. A fare il primo della classe è stato Pietro che dice esplicito: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente”. E Gesù gli rispose: “Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa”. Gli affiderà le chiavi del Regno dei cieli e gli darà il “potere di sciogliere e legare” (nel giudaismo significava: proibire o permettere oppure escludere o reintrodurre nella comunità). Questa funzione, oggi nella Chiesa, si esplicita soprattutto nel perdono dei peccati e quindi, in ultima analisi, nell’offrire l’accesso al Regno di Dio.

Tutto questo accadeva oltre duemila anni fa. Resta ora da capire che cosa significhi, oggi, questo episodio. La gente che idea ha di Gesù? Quella di un grande uomo del passato? Di una distratta divinità a cui rivolgersi? Quella di un amico da contattare quando le cose non funzionano?

E per noi, che ci definiamo cristiani “praticanti”, chi è Gesù? Quanto conta nella nostra vita? Le sentiamo ancora le allegre campane del nostro campanile o le abbiamo dimenticate? E oltre alle pratiche religiose: la S. Messa, i Sacramenti, qualche elemosina, qualche preghiera, “pratichiamo” noi la giustizia, la condivisione, il rispetto degli altri, la pulizia negli affari, la fedeltà, il perdono delle offese, la tolleranza?

Sono a queste le domande che noi cristiani dobbiamo rispondere con coraggio e onestà. Noi siamo Chiesa e cioè cristiani convocati e rimandati in mezzo agli altri a portare la nostra testimonianza. Il titolo di cristiano ce lo dobbiamo guadagnare giorno per giorno e se qualcuno vedendoci dirà: “che sia cristiano quello?” a noi può bastare. Sarebbe già un lusinghiero riconoscimento quel “cristiano” munito di punto interrogativo.

Allora, quale il messaggio?

Il Signore ci chiama a scegliere di ricollocare nella nostra vita la sua presenza. In Pietro, Lui ha trovato la pietra su cui edificare la Sua Chiesa, ma vuole anche servirsi di quelle pietre piuttosto fragili che siamo noi. Impegniamoci, allora, a rivedere le nostre scelte di vita, a verificare se la nostra testimonianza è fedele al suo Vangelo, se è fatta di gesti di bontà, di accoglienza, di fratellanza, di perdono senza riserve. Solo così, noi non saremo “spettatori distanti”, ma “figli coinvolti” di questa nostra Chiesa.

 


LA GENTE CHI DICE CHE IO SIA?

 


LUNEDI 24 agosto – SAN BARTOLOMEO APOSTOLO
Barolomeo di Cana di Gelilea, menzionato da Vangeli nel gruppo dei Dodici, viene identificato con Natanaele amico dell’apostolo Filippo, del quale il Signore disse: “Ecco un vero israelita nel quale non c’è inganno”. Alle parole del Maestro rispose con la professione messianica: “Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!” (Gv 1,43-51). Le sue spoglie sono venerate nella chiesa costruita nell’isola Tiberina a Roma. San Bartolomeo è invocato come protettore dei malati. ( Santi e Beati ).

GIOVEDI 27 agosto – SANTA MONICA
Monica nacque a Tagaste (Algeria) nel 332 da una pia famiglia. Fu data in sposa a Patrizio, uomo buono ma di carattere irascibile da cui ebbe tre figli, tra cui Agostino. Ebbe la gioia di assistere prima alla conversione del marito, legionario romano, nel 371 e al battesimo del figlio Agostino, convertito nella Pasqua del 387. Morì in Italia, a Ostia, e fu sepolta là su quella terra che divenne come un porto per il Cielo. ( Wiki – Santi e Beati )

VENERDI 28 agosto –  SANT’AGOSTINO
Vescovo e dottore della Chiesa. Nacque a Tagaste in Algeria nel 354. Dopo una vita disordinata, decise di andare a Roma e poi a Milano per occupare, nel 384, una cattedra di retorica. Si convertì e nel 387 ricevette il battesimo. Fu Vescovo di Ippona e operò contro le eresie del suo tempo. Morì nel 430 a Ippona. ( Wiki – Sant’Agostino )

SABATO 29 agosto – SAN GIOVANNI BATTISTA
Memoria del martirio di San Giovanni Battista. ( Wiki – Santi e Beati )

C P A E
Mercoledi 26 agosto, alle ore 20.30, si riunisce in Canonica il Consiglio Economico per valutare la situazione economica della Parrocchia.

SCUOLA MATERNA “B. Pizzolato”
Informiamo i genitori che la nostra programmazione prevede l’apertura il giorno 1 settembre 2020, salvo disposizioni diverse del Governo che saranno prontamente comunicate.

Anniversari matrimoniali 2020
DOMENICA 20 settembre ci sarà, come gli anni scorsi, la festa comunitaria degli ANNIVERSARI DI MATRIMONIO 25° – 50° – 55° – 60°. Per informazioni rivolgersi in parrocchia.

ABBANDONIAMOCI CON FEDE ALLA BONTA DI DIO

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VITA DI COMUNITA
n. 1882 – 16 agosto 2020 – Mt 15,21-28

Nel brano del Vangelo, di oggi, troviamo Gesù che sconfina tra i pagani, cioè, supera i confini ufficiali di Israele. Ed è qui che incontra una povera donna che ha la figlia malata. E’ una donna cananea che non si lascia scoraggiare dall’atteggiamento distaccato di Gesù, ma è decisa ad ottenere il miracolo per sua figlia. Lei vuole la pietà e la compassione di Gesù e grida il suo dolore.

“Esaudiscila, vedi che ci grida dietro” dicono i discepoli a Gesù. Il loro intervento, però, più che dalla compassione è determinato dal desiderio di essere lasciati in pace.  Ma Gesù non le rivolse neppure una parola e a quel silenzio la donna, rispose prostrandosi ai suoi piedi dicendo: “Signore, aiutami!”.

Perché Gesù si è comportato così, proviamo a chiedercelo. Che fosse diventato razzista visto che a quel tempo gli ebrei guardavano dall’alto al basso tutti gli altri e i pagani li chiamavano “cani infedeli”? Niente di tutto questo! Gesù, con questo Vangelo, ha voluto dare ai suoi Apostoli e a noi oggi, una lezione su come far crescere le persone. Infatti, dopo la richiesta di aiuto della donna, Gesù ruppe il silenzio e la provocò dicendo: “Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini!”

Ma lei non si arrese e la sua preghiera divenne sempre più umile e fiduciosa: “E’ vero, Signore, ma anche i cagnolini si cibano delle briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni”.  La fede di quella donna è stata incrollabile e si è abbandonata alla bontà di Dio.

Pur riconoscendo la priorità del diritto di Israele, il privilegio del Popolo dell’Alleanza, lei ha rivendicato una parte (almeno una briciola) della grazia che Dio accorda gratuitamente a tutti. Ed è allora che Gesù si arrese: “Donna, davvero grande è la tua fede! Ti sia fatto come desideri”, come a dire “Donna, sia fatta la tua volontà!” E da quell’istante sua figlia fu guarita.

Questa è la dimostrazione di cos’è la preghiera, oltre che la fede. Il silenzio di Dio era per verificare i sentimenti dell’uomo e creare le giuste disposizioni del cuore.

Allora, quale il messaggio?

La preghiera della donna cananea è stata umile e audace, discreta eppure decisa, senza rivendicare nulla, ma sperando tutto. Nel mondo, sono molte le persone che come questa donna chiedono qualche briciola di condivisione, di carità, di fratellanza. E oggi, il Signore ci chiede di metterci dalla Sua parte e di cominciare a distribuire, magari partendo dalla nostra famiglia, “briciole” di amore, di comprensione, di bontà, briciole di ascolto, di pace. E chissà che la nostra testimonianza non diventi per il fratello non credente stimolo alla riflessione e all’accoglienza del Signore.


ASSUNZIONE B.V. MARIA

SABATO 15 Agosto si celebra la festa della ASSUNZIONE della B.V. MARIA MARIA, è entrata nel progetto di DIO
e la Chiesa celebra in questo giorno il compimento del Mistero Pasquale:
essendo Maria la “piena di grazia”, senza nessuna ombra di peccato, Dio non ha voluto che conoscesse la corruzione del sepolcro colei che aveva generato il Signore della vita.
Maria assunta in cielo è garanzia che l’uomo si salva tutto: che i corpi risorgeranno.

Le S. MESSE saranno celebrate secondo l’ORARIO FESTIVO: ore: 9.00 – 10.30 – 18.30.
Ricordiamo che: VENERDI 14 agosto la S. MESSA sarà alle ore 18.30 e sarà prefestiva.


MARTEDI 18 agosto – SANTA ELENA IMPERATRICE
Elena nacque a Drepanum (Bitinia) nel III secolo e fu la madre dell’Imperatore Costantino. Quando il figlio divenne Imperatore iniziò una nuova epoca per il Cristianesimo. Lui attribuì la sua vittoria alla protezione di Cristo e fu allora che concesse ai cristiani la libertà di culto. Un ruolo fondamentale lo ebbe la madre, perché testimoniò un grande fervore religioso, compiendo opere di bene e costruendo le celebri basiliche sui luoghi santi e forse contribuì alla conversione del figlio in punto di morte. Ritrovò la tomba di Cristo scavata nella roccia e poco dopo la croce del Signore. Il ritrovamento della croce è avvenuto nel 326 e produsse una grande emozione in tutta la cristianità. A queste scoperte seguì la costruzione delle basiliche, una delle quali, sul Monte degli Ulivi, portò il suo nome. Morì verso il 330, in luogo incerto. ( Santi e Beati )

VENERDI 21 agosto – SAN PIO X
GIUSEPPE SARTO, nato a RIESE (TV) nel 1835 da famiglia contadina, studiò nel Seminario di Padova e fu ordinato prete a 23 anni. Fu cappellano a Tombolo, parroco a Salzano, Vescovo di Mantova, Cardinale e Patriarca di Venezia. Nel conclave del 1903 fu eletto Papa col nome di PIO X. Possiamo dire che fu precursore del Concilio Vaticano II nel rinnovare la vita della Chiesa, particolarmente: per la formazione catechistica, la celebrazione liturgica, l’azione pastorale, missionaria e apostolica. Morì nel 1914 e nel 1959 la sua salma fu portata a Venezia per adempiere una promessa fatta prima di partire per il conclave: “da vivo o da morto ritornerò”. Lo ricordiamo come compatrono della nostra diocesi di Treviso. ( Santi e Beati )

SABATO 22 Agosto si fa memoria della BEATA VERGINE MARIA REGINA
La memoria odierna di MARIA REGINA istituita da PIO XII il 31 Maggio 1955, è stata trasferita nel giorno ottavo dell’Assunta per sottolineare il legame della regalità della Vergine con la sua glorificazione corporea, come afferma la costituzione conciliare “Lumen Gentium”: “Maria fu assunta alla celeste gloria e dal Signore esaltata come Regina dell’universo, perché fosse più pienamente conformata al suo Figlio”.

C P A E
MERCOLEDI 19 agosto, alle ore 20.30, si riunisce in Canonica il Consiglio Economico per valutare la situazione economica della Parrocchia.

SCUOLA MATERNA “B. Pizzolato”
Informiamo i genitori che la nostra programmazione prevede l’apertura il giorno 01 Settembre 2020, salvo disposizioni diverse del Governo che saranno prontamente comunicate.

Anniversari matrimoniali 2020
DOMENICA 20 settembre ci sarà, come gli anni scorsi, la festa comunitaria degli ANNIVERSARI DI MATRIMONIO 25° – 50° – 55° – 60°. Per informazioni rivolgersi in parrocchia.

IMPARIAMO A CHIEDERE CON UMILTA IL SUO AIUTO

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VITA DI COMUNITA
n. 1879 – 26 luglio 2020 – Mt 14,22-33

Con il Vangelo di oggi, l’evangelista Matteo vuole prenderci per mano e condurci ad una rinnovata professione di fede che ci faccia tendere umilmente le mani verso Colui che può darci aiuto. Cerchiamo ora di capire e magari riconoscerci, nei due momenti, quando Gesù dice a Pietro: “Vieni!” e quando Pietro urla: “Signore , salvami!”.

Pietro e gli Apostoli stavano attraversando il lago di Tiberiade, quando la loro barca cominciò ad ondeggiare a causa di una forte tempesta. Gesù non era con loro e gli Apostoli erano spaventati. Fu solo verso mattina che Lui li raggiunse camminando sulle acque e la loro paura divenne ancora più grande perché lo scambiarono per un fantasma, ma Gesù si fece sentire dicendo: “Coraggio, sono io!”, come a dire: “non dovete aver paura, Dio è qui con voi!”.

Pietro, come lo sentì volle correre incontro a Gesù e gli chiese di poter camminare, come Lui, sulle acque. Ma quando si accorse di quanto le onde fossero minacciose e cominciò ad annaspare e a sprofondare, gridò: “Signore, salvami!”. E Gesù allungata la mano lo afferrò.

Noi questo racconto lo viviamo quotidianamente aspettando il ritorno del Maestro. Ed è in Pietro che dovremmo riconoscerci, in quel suo umanissimo oscillare tra la sua fede piccola, la paura e in quel suo grido: “Signore, salvami!” che dovrebbe essere anche il nostro grido.

Il lago è l’immagine della nostra storia faticosa e la barca è il simbolo di noi, della nostra vita, del nostro mondo, della nostra fede che troppo spesso non abbiamo e magari pretendiamo che ci venga data anche una garanzia. La fede non ci spalanca un cammino di facilità ma ci permette di camminare in mezzo alle difficoltà di tutti, alle prese con i problemi comuni ai fratelli, con l’unica sicurezza di una Presenza, di una mano che ci afferra, “dopo” che abbiamo superato la bufera.

La fede non ci dispensa dal duro mestiere di uomo ma dà un senso alle nostre responsabilità. Dio ci sta accanto, ci sta salvando e noi ci lamentiamo di Lui perché non sappiamo riconoscere il calore della Sua mano e, soprattutto, non capiamo il bene che ci vuole. Quante volte scambiamo Dio per un fantasma! Quante volte chiamiamo “volontà di Dio” quello che ci fa comodo, dimenticando che da soli nulla possiamo, ma tutto è possibile in Colui che ci dà forza.

Allora, quale il messaggio?

 

Gesù ci raggiunge al centro della nostra mancanza di fede e stende la mano per afferrarci. Lui vuole aiutarci a combattere la paura, la paura che in questa nostra epoca predomina: paura di crescere, della solitudine, paura della famiglia, del sacrificio, paura dell’impegno, paura del futuro. Affidiamoci, allora, a Lui, diffidiamo delle nostre sicurezze e chiediamo con umiltà il Suo aiuto. E, soprattutto, proviamo a fare un po’ di silenzio interiore, forse riusciremmo a sentire anche la Sua voce.


ASSUNZIONE B.V. MARIA

 

SABATO 15 Agosto si celebra la festa della ASSUNZIONE della B.V. MARIA MARIA, è entrata nel progetto di DIO e la Chiesa celebra in questo giorno il compimento del Mistero Pasquale: essendo Maria la “piena di grazia”,senza nessuna ombra di peccato. Dio non ha voluto che conoscesse la corruzione del sepolcro colei che aveva generato il Signore della vita. Maria assunta in cielo è garanzia che l’uomo si salva tutto: che i corpi risorgeranno.

Le S. MESSE saranno celebrate secondo l’ORARIO FESTIVO: ore: 9.00 – 10.30 – 18.30.
Ricordiamo che: venerdi 14 Agosto la S. MESSA sarà alle ore 18.30 e sarà prefestiva.

 


LUNEDI 10 Agosto
Si fa memoria del martirio di San LORENZO.

MARTEDI 11 Agosto – Santa CHIARA D’ASSISI
È stata la fondatrice dell’Ordine francescano delle Clarisse. Proveniva da una famiglia aristocratica assisana e seguì le orme di Francesco nel difendere “il privilegio della santissima Povertà”. Morì nel 1253 assistita dal papa Innocenzo IV che volle cantare per lei non l’Ufficio dei morti, ma quello festivo delle vergini.

VENERDI14 Agosto 2019 – San Massimiliano KOLBE
Il 17 Ottobre 1971 Paolo VI proclamava Beato padre M. Kolbe, vittima del lager nazista. Prima di finire nel lager di sterminio di Auschwitz, padre Kolbe era stato un uomo di punta del cattolicesimo polacco. Aveva creato un’associazione mariana con due milioni di aderenti, aveva lavorato in Polonia e in Giappone, aveva fondato centri di studio e di lavoro, case editrici, giornali. Invasa la Polonia, il grande uomo di fede e di cultura divenne il deportato 16670.  Un giorno da un campo evase un detenuto, e altri dieci per rappresaglia vennero condannati a morte. Padre Kolbe chiese di morire al posto di uno dei dieci, che era padre di famiglia. Morì il 14 Agosto del 1941 alla vigilia dell’Assunta. Il 10 Ottobre 1982 Giovanni Paolo II lo proclamò santo e martire. In quell’occasione in prima fila in Piazza San Pietro era presente l’uomo al quale Massimiliano Kolbe aveva salvato la vita: Francesco Gajowniczek.

SCUOLA MATERNA “B. Pizzolato”
Informiamo i genitori che la nostra programmazione prevede l’apertura il giorno 01 Settembre 2020, salvo disposizioni diverse del Governo che saranno prontamente comunicate.

Anniversari matrimoniali 2020
DOMENICA 20 Settembre ci sarà, come gli anni scorsi, la festa comunitaria degli ANNIVERSARI DI MATRIMONIO 25° – 50° – 55° – 60°. Per informazioni rivolgersi in parrocchia.

INCOMINCIAMO A DARE SENSO AL NOSTRO NATALE

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VITA DI COMUNITA – n. 1693 – 4 dicembre 2016
II Domenica di Avvento
( Mt 3,1-12 )

Nel brano del Vangelo di Matteo, di questa seconda Domenica di Avvento, troviamo la figura di Giovanni Battista, un tipo non certo alla moda e con un look decisamente particolare: indossava un mantello fatto di peli di cammello. E come se non bastasse era selvatico; da avvicinare con le dovute precauzioni.

Giovanni, il profeta dell’Altissimo, come l’ha chiamato suo padre Zaccaria in quel magnifico canto prodotto dopo la sua nascita, oggi, a distanza di duemila anni, ci fa giungere il suo grido inquietante: “… preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri “.

Ci esorta a non rifugiarci dietro a una fede esteriore di facciata, di coscienza tiepida ma a prendere decisioni concrete, a dare segni inequivocabili che qualcosa è avvenuto nel profondo del cuore. Ad aprire i nostri occhi e il nostro cuore sul dono di Dio. Un dono indifeso che frantuma le nostre supposizioni su Dio, un Dio mite e fragile che chiede ospitalità e non vana devozione. E siccome la strada del Signore incrocia il nostro cammino quotidiano, di incominciare a ri-orientare la nostra esistenza per accoglierlo.

Giovanni ci invita alla conversione autentica e non certo con parole dolci. Ma che cos’è la conversione? Forse: “fare i bravi, non bestemmiare, andare a Messa”? Più o meno, ma non proprio. Conversione è accorgersi di avere sbagliato completamente strada, quindi fermarci e fare una bella inversione di marcia.

Tutti cerchiamo la felicità, la pienezza, ma ciò che facciamo ci porta in quella direzione? E il nostro supermondo civilizzato ci ha davvero colmato il cuore dopo averci riempito la testa di illusioni?

Questo Vangelo vuole farci riflettere sulla nostra vita. E’ un richiamo a un Natale di pace, di solidarietà autentica. E’ un richiamo a dare valore all’essenziale, a lui, a Gesù, alle sue parole, al suo annuncio, al suo progetto. E’ uh richiamo a fare un Natale controcorrente che non sia di cose futili, di cibi raffinati, di abiti costosi. E’ un richiamo a fare il “Natale del Signore”, l’unico che ha senso per noi cristiani. E chi non accetta questo invito, rischia di mancare l’Incontro.

Allora, quale il messaggio?

Il grande Giovanni Battista ci scuote, oggi, dalle nostre tiepidezze, dalle nostre fragili verità, dalle nostre inutili parole e ci invita a preparare la strada al Signore. Ci chiede di abbassare la nostra presunzione, il nostro orgoglio, la nostra autosufficienza. Di non giudicare “secondo le apparenze”, di astenersi dalle maldicenze, dalle accuse, dai pettegolezzi e di non prendere decisioni “per sentito dire” o per partito preso. Non è certo una strada facile, ma se fatta senza riserve e senza finzioni, il resto lo farà Dio, cui nulla è impossibile.


SOLENNITA DELL’IMMACOLATA CONCEZIONE
8 DICEMBRE


Solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria – del suo concepimento, avvenuto in modo del tutto naturale nel grembo di sua madre, come avviene per ogni nuova creatura umana; ma “immacolato” perché in quel momento stesso questa nuova creatura umana, a differenza di ogni altra, è  stata  preservata  dalla macchia del  peccato  originale  che  misteriosamente  si  trasmette attraverso la generazione.
Questo avvenimento, a cui la Chiesa guarda con stupore e gioia grande, è l’inizio di una storia nuova di cui anche noi siamo parte: la storia della redenzione iniziata da Dio nella casa di Anna e Gioacchino, i genitori di Maria.
Dio non si arrende di fronte al male ed è capace sempre di operare nuovi inizi!
Maria, donna della nostra stirpe, è nel Suo piano dall’eternità. Dio stesso ne ha annunciato la straordinaria missione fin da quando, di fronte al peccato dei progenitori, promise solennemente la salvezza: «Io porrò inimicizia tra te [Satana] e la donna, tra tua stirpe e la sua, ed essa ti schiaccerà il capo, e tu le insidierai il calcagno» (Gen 3,9-15.20). ( Santi e Beati )

Le Sante Messe avranno ORARIO FESTIVO.


L’amore in Cristo
guiderà le nostre scelte.


Giornata della Carita – San Vincenzo

Giovedi 8 dicembre si celebra la “GIORNATA DELLA CARITÀ'” promossa dalla San VINCENZO. Alle porte della chiesa, come ogni anno, alla fine delle celebrazioni eucaristiche, gli amici della “San Vincenzo” parrocchiale raccoglieranno le OFFERTE che saranno utilizzate per aiutare i fratelli che si trovano nel bisogno.

Mercatino di Natale 2016 – Gruppo Missionario e Fili Magici

Domenica 11 dicembre il GRUPPO MISSIONARIO e i FILI MAGICI allestiranno davanti alla Chiesa, il tradizionale MERCATINO DI NATALE. Il ricavato andrà a favore dei Missionari con i quali sono in contatto.

Ragazzi della Prima Media

Domenica 11 dicembre 2016 – Terza di Avvento, aspettiamo i ragazzi della Prima Media alla S. Messa delle ore 9.00, per la consegna della Bibbia. Non mancate.

Visita ai malati e agli anziani

Sollecitati dall’ormai imminente Natale, chiediamo che ci vengano segnalati i casi di persone che, impossibilitate a muoversi da casa, chiedono la visita del parroco o qualcun altro. Parlare direttamente con Don Giuseppe, o telefonare in parrocchia

Offerta straordinaria per la Scuola Materna

Anche  questa  domenica,  in  Chiesa, trovate le buste per l’offerta straordinaria per   la nostra Scuola Materna.
Ringraziamo di cuore quanti ci danno una mano.

Un Posto a Tavola

In AVVENTO, un’altra opera di solidarietà è la possibilità di offrire qualcosa alla iniziativa “Un Posto a Tavola”.

ORA TOCCA A NOI DIVENTARE UN PO’ MAGI

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VITA DI COMUNITA – n. 1645 – 3 gennaio 2016
Epifania del Signore
( Gv 1,1-18 )

Il Vangelo di oggi, di Giovanni, è uno sguardo d’insieme sull’intreccio di redenzione e di peccato, di luce e di tenebre che attraversa i secoli.

Prima però di concentrarci su questo Vangelo è doveroso rivolgere un pensiero a Maria che, il 1° di Gennaio, la Chiesa ha venerato come Madre di Dio e madre nostra. Maria con il suo “Si” ha rinunciato a se stessa per consegnarsi totalmente all’immensità del progetto divino. Lei ha fatto sua la scelta di Dìo, senza indugio e senza calcolo e invita anche noi a concentrarci sull’essenziale per costruire la pace, pace fatta di pìccoli gesti, di piccole azioni e di piccole attenzioni quotidiane.

Detto questo, allacciamoci le cinture di sicurezza perché stiamo per decollare e sarà Giovanni a farci volare in alto con il suo brano di Vangelo: in diciotto versetti ha sintetizzato il mistero dell’Incarnazione del Natale. Lui ha voluto alzare il nostro livello di riflessione, peraltro bassino (forse le quattro nozioni imparate a catechismo e le poche frasi captate ogni tanto durante la predica, magari quando non controlliamo l’orologio).

Giovanni dice: “Dio esiste da sempre. Dio è tutto, è la pienezza. E ogni cosa è stata fatta per mezzo di Lui”. Questo significa che attraverso le cose noi possiamo in qualche modo risalire a Dio. Basterebbe che non fossimo miopi, presbiti e astigmatici spiritualmente. “In Dio ” dice ancora Giovanni, “è la vita e la vita è la luce degli uomini”. Fuori da Dio, fuori da questo sguardo è la morte e la tenebra.

Vivere, allora, non significa esistere, vivere non significa respirare. Vivere significa scoprire dentro la presenza del Signore, scoprire il grande disegno dell’universo, il grande senso della vita. La vita non è nostra, ci è stata data, perciò va accolta e rispettata come qualcosa di donato e non dovuto. E poi: la luce! Di quanta luce abbiamo bisogno per sopravvivere alle nostre tenebre! E qui si pone il problema dei venditori di luce del nostro mondo che ci propongono centinaia di modelli: “sii così, compra questo, comportati cosà”. Noi passiamo la vita a inseguire chimere che ci vengono vendute e siamo pieni di buone ragioni per non essere felici.

Proviamo a chiederci: “Questo mondo che si è scrollato di dosso Dio è veramente più libero e realizzato?”. Ci risponde Giovanni: “il mondo fatto da Dio non ha riconosciuto il suo Creatore, ecco il dramma”. Dio viene e l’uomo non c’è. La luce viene per illuminare tutti e non è accolta.

Fra qualche giorno è l’Epifania, la festa della manifestazione del Signore a tutte le genti, l’incontro dei Magi con Gesù. Questi “nomadi della fede” sono l’immagine di tutti quegli uomini e quelle donne che vogliono scoprire il senso della loro vita e che accettano con umiltà dì lasciarsi disorientare, sorprendere e stupire.

Allora, quale il messaggio?

L’umiltà dei Magi è un segno di Dio per noi e noi siamo chiamati ad essere un segno di Dio per il mondo. Rivestiamoci di questa umiltà e riconosciamoci mendicanti bisognosi della Sua misericordia. Impariamo da questi straordinari “cercatori di Dio” il senso del cercare; la voglia di approfondire la nostra amicizia con il Signore, la voglia di riempire il nostro cuore di bontà, di mitezza, di pazienza. Ora tocca a noi diventare un po’ Magi.


Una priorità di oggi:
annunciare la tenerezza di DIO!


EPIFANIA

  • MARTEDI 5 gennaio 2016 sarà celebrata la S. Messa prefestiva delle ore 18.00.
  • MERCOLEDI 6 gennaio si celebra la “EPIFANIA DEL SIGNORE”.

“…Ed ecco la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino….” (Mt 2,9).

Le MESSE osserveranno il consueto orario FESTIVO: ore 7,30 – 9,00 -10,30-18,00.

CATECHISMO

Da GIOVEDI 7 gennaio 2016 riprenderà il CATECHISMO per i ragazzi delle Elementari e delle Medie con i soliti orari. Ringraziamo le CATECHISTE per il loro impegno in questo compito importante.

PANEVIN

E’ iniziata la vendita dei biglietti della sottoscrizione a premi che sarà estratta il 9 GENNAIO 2016, giorno che verrà bruciato il tradizionale PANEVIN. Il ricavato andrà a finanziare le Opere Parrocchiali. Si possono vincere molti bei premi.
Ricordiamo che allegati al giornalino parrocchiale di Natale, ci sono 10 biglietti della lotteria del PANEVIN. Per attivarli, si deve riconsegnare le matrici con scritto il nome ed € 8,00 al Bar dell’Oratorio.

“Scuola Materna B. Pizzolato” di Spresiano

SABATO 16 gennaio 2016 è prevista la mattinata di “PORTE APERTE”, dalle ore 9.00 alle ore 11.00 per i genitori interessati all’iscrizione alla Scuola dell’Infanzia per l’anno scolastico 2016/17.
In questa giornata sarà possibile avere informazioni sul piano dell’offerta formativa, visitare la scuola e ritirare la modulistica relativa all’iscrizione. Si accolgono i bambini che compiono i tre anni di età entro il 31/12/2016 (anno di nascita 2013).

“Nido Integrato B. Pizzolato” di Spresiano

SABATO 16 gennaio è prevista la mattinata di “PORTE APERTE”, per la Sezione “Coccinelle” (bambini nati nel 2015) e per la Sezione “Primavera” (bambini nati nel 2014). In questa giornata sarà possibile avere informazioni sul piano dell’offerta formativa, visitare la Scuola e ritirare la modulistica relativa alla pre-iscrizione.