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  • 2020-09-26 - Vangelo di Sabato
    Qo 11,9 - 12,8; Sal 89; Lc 9, 43-45. ||| In quel giorno, mentre tutti erano ammirati di tutte le cose che faceva, Gesù disse ai suoi discepoli: «Mettetevi bene in mente queste parole: il Figlio dell'uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini». Essi però non capivano queste parole: restavano per loro così […]
  • 2020-09-26 - Commento di Sabato
    Il Figlio dell'uomo sta per esser consegnato in mano degli uomini... ||| Gesù rivela ai suoi discepoli la verità sulla sua missione. Non è una previsione di gloria ma il preannuncio di un futuro difficile. I discepoli non riescono ancora a capire questa nuova prospettiva della glorificazione della Croce e vogliono allontanare questi pensieri di […]
  • 2020-09-26 - Santi di Sabato
    San Cosma e Damiano

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IMPARIAMO A CHIEDERE CON UMILTA IL SUO AIUTO

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VITA DI COMUNITA
n. 1879 – 26 luglio 2020 – Mt 14,22-33

Con il Vangelo di oggi, l’evangelista Matteo vuole prenderci per mano e condurci ad una rinnovata professione di fede che ci faccia tendere umilmente le mani verso Colui che può darci aiuto. Cerchiamo ora di capire e magari riconoscerci, nei due momenti, quando Gesù dice a Pietro: “Vieni!” e quando Pietro urla: “Signore , salvami!”.

Pietro e gli Apostoli stavano attraversando il lago di Tiberiade, quando la loro barca cominciò ad ondeggiare a causa di una forte tempesta. Gesù non era con loro e gli Apostoli erano spaventati. Fu solo verso mattina che Lui li raggiunse camminando sulle acque e la loro paura divenne ancora più grande perché lo scambiarono per un fantasma, ma Gesù si fece sentire dicendo: “Coraggio, sono io!”, come a dire: “non dovete aver paura, Dio è qui con voi!”.

Pietro, come lo sentì volle correre incontro a Gesù e gli chiese di poter camminare, come Lui, sulle acque. Ma quando si accorse di quanto le onde fossero minacciose e cominciò ad annaspare e a sprofondare, gridò: “Signore, salvami!”. E Gesù allungata la mano lo afferrò.

Noi questo racconto lo viviamo quotidianamente aspettando il ritorno del Maestro. Ed è in Pietro che dovremmo riconoscerci, in quel suo umanissimo oscillare tra la sua fede piccola, la paura e in quel suo grido: “Signore, salvami!” che dovrebbe essere anche il nostro grido.

Il lago è l’immagine della nostra storia faticosa e la barca è il simbolo di noi, della nostra vita, del nostro mondo, della nostra fede che troppo spesso non abbiamo e magari pretendiamo che ci venga data anche una garanzia. La fede non ci spalanca un cammino di facilità ma ci permette di camminare in mezzo alle difficoltà di tutti, alle prese con i problemi comuni ai fratelli, con l’unica sicurezza di una Presenza, di una mano che ci afferra, “dopo” che abbiamo superato la bufera.

La fede non ci dispensa dal duro mestiere di uomo ma dà un senso alle nostre responsabilità. Dio ci sta accanto, ci sta salvando e noi ci lamentiamo di Lui perché non sappiamo riconoscere il calore della Sua mano e, soprattutto, non capiamo il bene che ci vuole. Quante volte scambiamo Dio per un fantasma! Quante volte chiamiamo “volontà di Dio” quello che ci fa comodo, dimenticando che da soli nulla possiamo, ma tutto è possibile in Colui che ci dà forza.

Allora, quale il messaggio?

 

Gesù ci raggiunge al centro della nostra mancanza di fede e stende la mano per afferrarci. Lui vuole aiutarci a combattere la paura, la paura che in questa nostra epoca predomina: paura di crescere, della solitudine, paura della famiglia, del sacrificio, paura dell’impegno, paura del futuro. Affidiamoci, allora, a Lui, diffidiamo delle nostre sicurezze e chiediamo con umiltà il Suo aiuto. E, soprattutto, proviamo a fare un po’ di silenzio interiore, forse riusciremmo a sentire anche la Sua voce.


ASSUNZIONE B.V. MARIA

 

SABATO 15 Agosto si celebra la festa della ASSUNZIONE della B.V. MARIA MARIA, è entrata nel progetto di DIO e la Chiesa celebra in questo giorno il compimento del Mistero Pasquale: essendo Maria la “piena di grazia”,senza nessuna ombra di peccato. Dio non ha voluto che conoscesse la corruzione del sepolcro colei che aveva generato il Signore della vita. Maria assunta in cielo è garanzia che l’uomo si salva tutto: che i corpi risorgeranno.

Le S. MESSE saranno celebrate secondo l’ORARIO FESTIVO: ore: 9.00 – 10.30 – 18.30.
Ricordiamo che: venerdi 14 Agosto la S. MESSA sarà alle ore 18.30 e sarà prefestiva.

 


LUNEDI 10 Agosto
Si fa memoria del martirio di San LORENZO.

MARTEDI 11 Agosto – Santa CHIARA D’ASSISI
È stata la fondatrice dell’Ordine francescano delle Clarisse. Proveniva da una famiglia aristocratica assisana e seguì le orme di Francesco nel difendere “il privilegio della santissima Povertà”. Morì nel 1253 assistita dal papa Innocenzo IV che volle cantare per lei non l’Ufficio dei morti, ma quello festivo delle vergini.

VENERDI14 Agosto 2019 – San Massimiliano KOLBE
Il 17 Ottobre 1971 Paolo VI proclamava Beato padre M. Kolbe, vittima del lager nazista. Prima di finire nel lager di sterminio di Auschwitz, padre Kolbe era stato un uomo di punta del cattolicesimo polacco. Aveva creato un’associazione mariana con due milioni di aderenti, aveva lavorato in Polonia e in Giappone, aveva fondato centri di studio e di lavoro, case editrici, giornali. Invasa la Polonia, il grande uomo di fede e di cultura divenne il deportato 16670.  Un giorno da un campo evase un detenuto, e altri dieci per rappresaglia vennero condannati a morte. Padre Kolbe chiese di morire al posto di uno dei dieci, che era padre di famiglia. Morì il 14 Agosto del 1941 alla vigilia dell’Assunta. Il 10 Ottobre 1982 Giovanni Paolo II lo proclamò santo e martire. In quell’occasione in prima fila in Piazza San Pietro era presente l’uomo al quale Massimiliano Kolbe aveva salvato la vita: Francesco Gajowniczek.

SCUOLA MATERNA “B. Pizzolato”
Informiamo i genitori che la nostra programmazione prevede l’apertura il giorno 01 Settembre 2020, salvo disposizioni diverse del Governo che saranno prontamente comunicate.

Anniversari matrimoniali 2020
DOMENICA 20 Settembre ci sarà, come gli anni scorsi, la festa comunitaria degli ANNIVERSARI DI MATRIMONIO 25° – 50° – 55° – 60°. Per informazioni rivolgersi in parrocchia.

OGGI IL MIRACOLO SI CHIAMA COMPASSIONE

vitadicomunita_logo VITA DI COMUNITA – n. 1570 – 3 agosto 2014
( Mt 14,13-21 – leggi )

L’evangelista Matteo ci propone, oggi, il Vangelo della sproporzione. Gesù si serve del piccolo e insufficiente dono di cinque pani e due pesci, per sfamare una folla di oltre cinquemila persone.

Spesso quando si legge questo tipo di lettura di Vangelo, si corre il rìschio di trarre la conclusione che i miracoli e altre cose di questo tipo non rientrano nelle nostre possibilità. Invece questo racconto ci coinvolge e ci compromette più di quanto sospettiamo.

Prima di tutto vediamo Gesù che responsabilizza gii Apostoli, i quali, di fronte a quella moltitudine di gente da sfamare, suggeriscono diplomaticamente una soluzione: “Congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare”. Gesù invece risponde loro: “Date loro voi stessi da mangiare…”. Anche se dovrà poi provvedere Lui.

Gesù avrebbe voluto che gli Apostoli spartissero, prima del poco pane racimolato lì, la sua stessa compassione nei confronti della folla. Lui non offre nessuna soluzione miracolistica o semplicistica per il problema del pane e della fame, ma fa capire e vuole farci capire che si può cominciare con la compassione, che non significa semplicemente commuoverci, avvertire una leggera palpitazione di cuore (talvolta così lieve che non arriva neppure al portafoglio), ma che vuol dire sentirsi coinvolti in prima persona.

Tocca a noi provvedere e non dobbiamo aspettarci da Dio quello che Dio ha consegnato alla nostra responsabilità. E se manca il contributo della nostra condivisione e della nostra generosità, Dio non ha lo spazio per manifestare il suo amore. La carità deve essere “subito”.

Oggi il mondo è diviso in sazi che vivono nell’abbondanza e in affamati. Quante volte vedendo le zone del mondo colpite dal flagello della fame, e non sono i cinquemila di allora ma sono centinaia di milioni di persone, diciamo: “qui ci vorrebbe un miracolo”. Il miracolo ci vorrebbe si, ma per farci cambiare il nostro cuore, affinché abbandoni l’egoismo e permetta che i doni di Dio possano veramente raggiungere i nostri fratelli. E’ l’egoismo che ferma la giustizia e impedisce la condivisione di ciò che Dio abbondantemente ci dona.

Il Signore non ci chiede di privarci del superfluo, Lui ci ha messo in mano la chiave che può fare il miracolo: si chiama compassione. Basta farsi avanti portando un po’ del nostro necessario, il molto dei nostri avanzi e il troppo dei nostri sprechi. Potrebbero bastare per sfamare la moltitudine.

Allora, quale il messaggio?

Troppo spesso noi rischiamo di “spendere” la vita nascondendoci dietro alla nostra poca responsabilità di fronte ai tanti problemi drammatici di questo mondo. Il Signore ci sollecita oggi ad essere più disponibili verso gli altri e ad avere compassione, che significa sentire il bisogno di farci carico di tutti quei fratelli che hanno fame, non solo di pane, ma fame di amicizia, di senso, di verità, di giustizia, di pace e che può diventare miracolo tutte le volte che non useremo la parola “Arrangiati!”. Concretamente ci dice: “Tocca a te. E’ una faccenda tua, non puoi tirarti indietro”. E noi non possiamo far finta di nulla.


MERCOLEDI 6 agosto – TRASFIGURAZIONE DEL SIGNORE

L’episodio della trasfigurazione è narrato nei tre vangeli sinottici (Vangelo secondo Marco 9,2-8, Vangelo secondo Matteo 17,1-8, Vangelo secondo Luca 9,28-36). Secondo questi testi Gesù dopo essersi appartato con i discepoli Pietro, Giacomo e Giovanni, cambiò aspetto mostrandosi ai tre discepoli con uno straordinario splendore della persona e uno stupefacente candore delle vesti. In questo contesto si verifica l’apparizione di Mosè ed Elia che conversano con Gesù e si ode una voce, proveniente da una nube, che dichiara la figliolanza divina di Gesù. Lo splendore di Cristo richiama la sua trascendenza, la presenza di Mosè ed Elia simboleggia la legge e i profeti che hanno annunciato sia la venuta del Messia che la sua passione e glorificazione; la nube si riferisce a teofanie già documentate nell’Antico Testamento.
( Wiki )

SABATO 9 agosto – Santa Teresa Benedetta della Croce

EDITH STEIN nasce a Breslavia (Polonia) nel 1891 da una  famiglia ebrea e fin da piccola manifestò grandi capacità intellettuali. Fu una delle poche donne del suo tempo a frequentare l’Università. Dopo essersi allontanata da ogni credenza religiosa, leggendo gli scritti di Teresa D’Avila, si convinse ad entrare nel 1933 a far parte delle suore carmelitane prendendo il nome di TERESA BENEDETTA DELLA CROCE. Deportata ad Auschwitz, insieme ad altri ebrei, morì il 9 Agosto 1942. Fu beatificata nel 1987, canonizzata nel 1998. Giovanni Paolo II l’ha proclamata copatrona d’Europa con Santa Caterina da Siena e Santa Brigida di Svezia.
( Edith SteinWikiVaticanCentro Studi Edith Stein )

SABATO 10 Agosto – MARTIRIO DI SAN LORENZO

Della vita di San Lorenzo non sappiamo molto, benché sia sempre stato oggetto di una notevole devozione popolare. Sappiamo comunque che nacque nell’anno 225 in un villaggio spagnolo ai piedi dei Pirenei. A Saragozza completò i suoi studi teologici e umanistici e conobbe il futuro papa Sisto II che lì insegnava e che lo prese a benvolere. Entrambi furono poi a Roma e quando Sisto divenne Papa volle Lorenzo come suo arcidiacono, con l’incarico di occuparsi delle attività caritative della Diocesi di Roma. Era l’anno 257. L’anno successivo l’imperatore Valeriano ordinò l’uccisione di tutti i Vescovi, Presbiteri e Diaconi. Papa Sisto II e sei dei suoi diaconi furono presi e decapitati; a Lorenzo, il settimo diacono, i persecutori concessero un po’ di più tempo, ingiungendogli di consegnare i beni di quella che era la Chiesa del tempo, ritenendo forse che si trattasse di grandi cose. Lorenzo, invece, distribuì tutto ai poveri e solo dopo si presentò agli aguzzini ai quali indicò i poveri che lo avevano seguito dicendo: “Ecco, i tesori della Chiesa sono questi”. Fu quindi messo a morte, bruciato vivo sopra una graticola posta sui carboni ardenti. E infatti la tradizione lo vuole generalmente raffigurato con la graticola, che è un po’ il suo simbolo. Celebri due dipinti di Tiziano, conservati nella chiesa dei gesuiti a Venezia e nella chiesa dell’Escorial a Madrid.
( WikiSanti e Beati )

LUNEDI 11 agosto – Santa CHIARA D’ASSISI

È stata la fondatrice dell’Ordine francescano delle Clarisse. Proveniva da una famiglia aristocratica assisana e seguì le orme di Francesco nel difendere “il privilegio della santissima Povertà”. Morì nel 1253 assistita dal papa Innocenzo IV che volle cantare per lei non l’Ufficio dei morti, ma quello festivo delle vergini.
( Basilica di Santa Chiara di AssisiMonastero di Santa Chiara )

 

Settimana Biblica 2014

Informiamo che la Scuola di Formazione Teologica – Diocesi di Treviso, ha organizzato una SETTIMANA BIBLICA per laici, sacerdoti, religiose/i, dal 4 al 8 AGOSTO presso gli Istituti Filippin di Paderno del Grappa (TV). Il tema di quest’anno è “Cieli nuovi e terra nuova”, segni di speranza per un tempo di crisi. Per informazioni ed iscrizioni rivolgersi alla segreteria 0422 324889 – 0422 324826 – e-mail:scuoladiteologia@diocesitv.it c/o Seminario Vescovile – P.tta Benedetto XI, 2-31100 TREVISO.

Mt 14,13-21

I CONTI TORNANO SE NON SCOMPAIONO I VOLTI

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VITA DI COMUNITA – n. 1516 – 4 agosto 2013
(Lc 12,13-21 : leggiascolta )

Il brano del Vangelo di oggi, con la parabola del ricco stolto, ci introduce nel tema spinoso del rapporto con i beni della terra e ci porta a riflettere sulla nostra vita, su ciò che stiamo facendo di buono e su quali sono i nostri progetti.

Quello che colpisce di questa pagina di Vangelo è quest’uomo ricco, avido, soffocato dai suoi beni, a colloquio con le cifre e in dialogo con i libri contabili. La sua voce ha il suono dei soldi. E’ un individuo senza volto che si identifica con le proprie ricchezze, anzi diventa campo, granaio, frumento, magazzino, portafoglio e tutte queste cose hanno finito per chiuderlo in una prigione, illudendolo di poter stare al sicuro per molti anni.

Ma ecco che arriva la terribile sentenza di Dio: “Stolto, questa notte stessa, ti sarà richiesta la tua vita”. Viene definito “stolto” perché fonda la propria sicurezza sull’avere e non sull’essere. Perché si affanna a possedere e accumulare, invece di impegnarsi a crescere davanti a Dio.

E noi oggi? Il mondo in cui viviamo è caduto in un materialismo pauroso. Non abbiamo ancora capito che nessuno di noi è padrone di niente. Gli uomini della nostra società moderna ragionano in termini di cifre, programmi economici, investimenti produttivi, con il rischio di accumulare “tesori per sé” e di scordarsi di “arricchire davanti a Dio”. Con il rischio di dimenticare gli altri e di non tenere presente che il “revisore supremo dei conti” è Dio e che Lui con la sua “contabilità” mette in primo piano la singola persona. Per Lui i conti tornano soltanto quando… non scompaiono i volti.

Gesù ci avverte: la ricchezza promette ciò che non può mantenere; ci illude che possedere servirà a colmare il nostro cuore. Domenica scorsa nel Padre nostro, ci ha indicato le poche cose che ci servono per vivere: il pane (cibo, affetti, lavoro, casa) il perdono, la forza nella prova. Mentre il nostro mondo ci sollecita spesso in bisogni fasulli per colmare l’irrequietezza del nostro cuore che solo Dio può colmare.

Non è possibile incontrare Dio se ci portiamo appresso il “peso del nulla”, se non ci sbarazziamo delle false sicurezze, delle incrollabili certezze che scricchiolano… Bisogna che impariamo ad avere il senso del limite, della provvisorietà e dalla vanità deve emergere l’uomo nuovo, grazie alla risurrezione di Gesù che inaugura una nuova creazione.

E ricordiamoci che l’opposto dello “stolto” non è l’uomo giudizioso, ma il “folle”, ossia l’uomo che accetta il rìschio di amare.

Allora, quale il messaggio?

L’essenzialità è la vera ricchezza che ci può guidare nelle scelte importanti della nostra vita e a ricordare che in questo mondo siamo solo dei pellegrini. Il nostro cuore non ha bisogno di soldi, ma ha bisogno di bene immenso e di tesori infiniti che solo la tenerezza di Dio può darci. E chi dalla Provvidenza ha avuto un po’ di fortuna economica, si ricordi che si accumulano “tesori in cielo” facendo opere di carità.


 MARTEDI 6 AGOSTO

TRASFIGURAZIONE DEL SIGNORE

Trasfigurazione del Signore


Edith SteinVENERDI 9 Agosto – SANTA TERESA BENEDETTA DELLA CROCE
EDITH STEIN nasce a Breslavia (Polonia) nel 1891 da una famiglia ebrea e fin da piccola manifestò grandi capacità intellettuali. Fu una delle poche donne del suo tempo a frequentare l’Università. Dopo essersi allontanata da ogni credenza religiosa, leggendo   gli scritti di Teresa D’Avila, si convinse ad entrare nel 1933 a far parte delle suore carmelitane prendendo il nome di TERESA BENEDETTA DELLA CROCE. Deportata ad Auschwitz, insieme ad altri ebrei, morì il 9 Agosto 1942. Fu beatificata nel 1987, canonizzata nel 1998. Giovanni Paolo II l’ha proclamata copatrona d’Europa con Santa Caterina da Siena e Santa Brigida di Svezia.
( Edith SteinWikiVaticanCentro Studi Edith Stein )

 

 


San LorenzoSABATO 10 Agosto – MARTIRIO DI SAN LORENZO
Della vita di San Lorenzo non sappiamo molto, benché sia sempre stato oggetto di una notevole devozione popolare. Sappiamo comunque che nacque nell’anno 225 in un villaggio spagnolo ai piedi dei Pirenei. A Saragozza completò i suoi studi teologici e umanistici e conobbe il futuro papa Sisto II che lì insegnava e che lo prese a benvolere. Entrambi furono poi a Roma e quando Sisto divenne Papa volle Lorenzo come suo arcidiacono, con l’incarico di occuparsi delle attività caritative della Diocesi di Roma. Era l’anno 257. L’anno successivo l’imperatore Valeriano ordinò l’uccisione di tutti i Vescovi, Presbiteri e Diaconi. Papa Sisto II e sei dei suoi diaconi furono presi e decapitati; a Lorenzo, il settimo diacono, i persecutori concessero un po’ di più tempo, ingiungendogli di consegnare i beni di quella che era la Chiesa del tempo, ritenendo forse che si trattasse di grandi cose. Lorenzo, invece, distribuì tutto ai poveri e solo dopo si presentò agli aguzzini ai quali indicò i poveri che lo avevano seguito dicendo: “Ecco, i tesori della Chiesa sono questi”. Fu quindi messo a morte, bruciato vivo sopra una graticola posta sui carboni ardenti. E infatti la tradizione lo vuole generalmente raffigurato con la graticola, che è un po’ il suo simbolo. Celebri due dipinti di Tiziano, conservati nella chiesa dei gesuiti a Venezia e nella chiesa dell’Escorial a Madrid.
( WikiSanti e Beati )

 


Santa Chiara d'AssisiDOMENICA 11 Agosto – SANTA CHIARA D’ASSISI
È stata la fondatrice dell’Ordine francescano delle Clarisse. Proveniva da una famiglia aristocratica assisana e seguì le orme di Francesco nel difendere “il privilegio della santissima Povertà”. Morì nel 1253 assistita dal papa Innocenzo IV che volle cantare per lei non l’Ufficio dei morti, ma quello festivo delle vergini.
( Basilica di Santa Chiara di AssisiMonastero di Santa Chiara )

 

 

 


SETTIMANA BIBLICA 2013
Informiamo che la Scuola di Formazione Teologica- Diocesi di Treviso, ha organizzato una SETTIMANA BIBLICA per laici, sacerdoti, religiose/i, dal 5 al 9 AGOSTO presso gli Istituti Filippin di Paderno del Grappa (TV) ( Istituti Filippin ).
Il tema di quest’anno è “Dov’è la vostra fede?” (Le 8,25).
Per informazioni ed iscrizioni rivolgersi alla segreteria del Seminario Vescovile – P.tta Benedetto XI, 2-31100 TREVISO.


AVVISO
Il Parroco è assente dal 5 al 10 AGOSTO per la settimana ad Assisi con i neo-cresimati. Per eventuali urgenze fare riferimento al Parroco di Visnadello: canonica tel. 0422/928905