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  • 2020-09-26 - Vangelo di Sabato
    Qo 11,9 - 12,8; Sal 89; Lc 9, 43-45. ||| In quel giorno, mentre tutti erano ammirati di tutte le cose che faceva, Gesù disse ai suoi discepoli: «Mettetevi bene in mente queste parole: il Figlio dell'uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini». Essi però non capivano queste parole: restavano per loro così […]
  • 2020-09-26 - Commento di Sabato
    Il Figlio dell'uomo sta per esser consegnato in mano degli uomini... ||| Gesù rivela ai suoi discepoli la verità sulla sua missione. Non è una previsione di gloria ma il preannuncio di un futuro difficile. I discepoli non riescono ancora a capire questa nuova prospettiva della glorificazione della Croce e vogliono allontanare questi pensieri di […]
  • 2020-09-26 - Santi di Sabato
    San Cosma e Damiano

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DOBBIAMO DIVENTARE FIGLI DI QUESTA NOSTRA CHIESA

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VITA DI COMUNITA
n. 1883 – 23 agosto 2020 – Mt 16,13-20

La scena che troviamo oggi nel Vangelo si svolge a Cesarea di Filippo, che si trova nella regione più a nord di Israele ed è qui che Gesù, in una pausa di tranquillità con i suoi Apostoli, fa una specie di sondaggio per sapere che cosa avevano capito di Lui.

“La gente chi dice che sia il Figlio dell’uomo?” chiede. E Gesù si sente riferire le risposte più inverosimili: c’è chi ritiene che sia Giovanni Battista, altri qualcuno degli antichi profeti, come Elia o Geremia, ritornato in vita.

Allora, Lui rivolge la domanda agli Apostoli: “E voi, chi dite che io sia?”. Il Maestro li interroga per vedere se sono stati attenti, se hanno capito la lezione e fra i dodici uno è stato davvero attento, ha capito. A fare il primo della classe è stato Pietro che dice esplicito: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente”. E Gesù gli rispose: “Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa”. Gli affiderà le chiavi del Regno dei cieli e gli darà il “potere di sciogliere e legare” (nel giudaismo significava: proibire o permettere oppure escludere o reintrodurre nella comunità). Questa funzione, oggi nella Chiesa, si esplicita soprattutto nel perdono dei peccati e quindi, in ultima analisi, nell’offrire l’accesso al Regno di Dio.

Tutto questo accadeva oltre duemila anni fa. Resta ora da capire che cosa significhi, oggi, questo episodio. La gente che idea ha di Gesù? Quella di un grande uomo del passato? Di una distratta divinità a cui rivolgersi? Quella di un amico da contattare quando le cose non funzionano?

E per noi, che ci definiamo cristiani “praticanti”, chi è Gesù? Quanto conta nella nostra vita? Le sentiamo ancora le allegre campane del nostro campanile o le abbiamo dimenticate? E oltre alle pratiche religiose: la S. Messa, i Sacramenti, qualche elemosina, qualche preghiera, “pratichiamo” noi la giustizia, la condivisione, il rispetto degli altri, la pulizia negli affari, la fedeltà, il perdono delle offese, la tolleranza?

Sono a queste le domande che noi cristiani dobbiamo rispondere con coraggio e onestà. Noi siamo Chiesa e cioè cristiani convocati e rimandati in mezzo agli altri a portare la nostra testimonianza. Il titolo di cristiano ce lo dobbiamo guadagnare giorno per giorno e se qualcuno vedendoci dirà: “che sia cristiano quello?” a noi può bastare. Sarebbe già un lusinghiero riconoscimento quel “cristiano” munito di punto interrogativo.

Allora, quale il messaggio?

Il Signore ci chiama a scegliere di ricollocare nella nostra vita la sua presenza. In Pietro, Lui ha trovato la pietra su cui edificare la Sua Chiesa, ma vuole anche servirsi di quelle pietre piuttosto fragili che siamo noi. Impegniamoci, allora, a rivedere le nostre scelte di vita, a verificare se la nostra testimonianza è fedele al suo Vangelo, se è fatta di gesti di bontà, di accoglienza, di fratellanza, di perdono senza riserve. Solo così, noi non saremo “spettatori distanti”, ma “figli coinvolti” di questa nostra Chiesa.

 


LA GENTE CHI DICE CHE IO SIA?

 


LUNEDI 24 agosto – SAN BARTOLOMEO APOSTOLO
Barolomeo di Cana di Gelilea, menzionato da Vangeli nel gruppo dei Dodici, viene identificato con Natanaele amico dell’apostolo Filippo, del quale il Signore disse: “Ecco un vero israelita nel quale non c’è inganno”. Alle parole del Maestro rispose con la professione messianica: “Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!” (Gv 1,43-51). Le sue spoglie sono venerate nella chiesa costruita nell’isola Tiberina a Roma. San Bartolomeo è invocato come protettore dei malati. ( Santi e Beati ).

GIOVEDI 27 agosto – SANTA MONICA
Monica nacque a Tagaste (Algeria) nel 332 da una pia famiglia. Fu data in sposa a Patrizio, uomo buono ma di carattere irascibile da cui ebbe tre figli, tra cui Agostino. Ebbe la gioia di assistere prima alla conversione del marito, legionario romano, nel 371 e al battesimo del figlio Agostino, convertito nella Pasqua del 387. Morì in Italia, a Ostia, e fu sepolta là su quella terra che divenne come un porto per il Cielo. ( Wiki – Santi e Beati )

VENERDI 28 agosto –  SANT’AGOSTINO
Vescovo e dottore della Chiesa. Nacque a Tagaste in Algeria nel 354. Dopo una vita disordinata, decise di andare a Roma e poi a Milano per occupare, nel 384, una cattedra di retorica. Si convertì e nel 387 ricevette il battesimo. Fu Vescovo di Ippona e operò contro le eresie del suo tempo. Morì nel 430 a Ippona. ( Wiki – Sant’Agostino )

SABATO 29 agosto – SAN GIOVANNI BATTISTA
Memoria del martirio di San Giovanni Battista. ( Wiki – Santi e Beati )

C P A E
Mercoledi 26 agosto, alle ore 20.30, si riunisce in Canonica il Consiglio Economico per valutare la situazione economica della Parrocchia.

SCUOLA MATERNA “B. Pizzolato”
Informiamo i genitori che la nostra programmazione prevede l’apertura il giorno 1 settembre 2020, salvo disposizioni diverse del Governo che saranno prontamente comunicate.

Anniversari matrimoniali 2020
DOMENICA 20 settembre ci sarà, come gli anni scorsi, la festa comunitaria degli ANNIVERSARI DI MATRIMONIO 25° – 50° – 55° – 60°. Per informazioni rivolgersi in parrocchia.

IL VANGELO NON SI PUO ADDOMESTICARE

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VITA DI COMUNITA – n. 1518 – 18 agosto 2013
(Lc 12,49-53 : leggi )

L’evangelista Luca ci propone, oggi, qualcuna delle tante cose dette da Gesù ai suoi discepoli e alle folle durante il suo lungo viaggio che dalla Galilea lo ha portato a Gerusalemme.

Gesù dice: “Sono venuto a portare il fuoco… Pensate che io sia venuto a portare la pace sulla terra? No, ma la divisione”. Parole molto diverse dal solito che sembrano quasi uscire da un’altra bocca, da un altro libro, non dal Vangelo. Parole piene di inquietudine e apprensione che però inquadrano, in forma drammatica, la situazione di quei giorni.

Infatti, a Gerusalemme Gesù avrebbe trovato l’ostilità degli scribi e farisei, l’arresto dei soldati romani, la condanna e la morte in croce. Diciamo subito che Gesù è venuto a portare la pace, ma quella buona, quella che è frutto di conversione alla verità e di fede in Dio e non certo quella che è solo equilibrio di paure. Non quella pace che viene dal nostro tentativo di servire due padroni, Dio e gli idoli, perché quella non è una buona pace. Gesù contesta la pace frutto di compromesso: perché è menzogna. Contesta la pace frutto di silenzio: perché è disimpegno.

Lui non è venuto a portare una pace “a poco prezzo” da svendita di fine stagione, ma una pace costosa, una pace autentica, una pace da costruire ogni giorno, a costo di farsi male, di correre dei rischi… Possiamo riassumere tutto questo con una frase efficace dello scrittore Leonardo Sciascia: “Io mi aspetto che i cristiani qualche volta accarezzino il mondo contropelo”.

Gesù dice, poi, sono venuto a portare il fuoco. Il fuoco che si porta come una fiaccola nella notte dietro alla quale camminare. Lui è venuto a portare Dio. E ciò che cerca Gesù sono discepoli come quelli di Emmaus, dal cuore che brucia. Ciò che rigetta, invece, sono i cristiani senza fuoco come quelli di Laodicea che “non erano né caldi, né freddi”.

Proviamo ora a chiederci: la nostra fede a che punto sta? Sentiamo noi il desiderio di raccontare Gesù, nostra speranza, a chi ci sta accanto? Ci è successo di difenderlo in una discussione? Sentiamo noi la Chiesa carità, come luogo di risposta al Vangelo, come luogo di conversione? Oppure la viviamo come rifugio per giorni tristi, o un tranquillante per le ansie, o un alibi all’impegno?

Spesso, invece, noi viviamo una fede che passa dalla Chiesa alla discoteca, dall’ascolto della Parola di Dio all’ascolto della bestemmia e della volgarità, dalla lettura del Vangelo allo spettacolo pornografico. Viviamo una fede che vuole il matrimonio con fiori e vestito bianco, anche quando sappiamo che tutto è stato precedentemente tradito. E magari, per evitare la verità, cerchiamo di addomesticare il Vangelo.

Allora, quale il messaggio?

E’ arrivato il tempo di mostrare maggiore determinazione e coerenza nel credere in Gesù e nel seguirlo. Ognuno di noi è chiamato a giudicare il tempo in cui vive, a discernere i segni dei tempi alla luce del Vangelo, a cambiare stile di vita, a testimoniare l’appartenenza al cristianesimo e a crescere nella fede. Non possiamo fermarci alla Prima Comunione! Ma soprattutto, ognuno di noi è chiamato a capire che la fede ci è stata donata come un fuoco e non possiamo ridurla ad un sonnifero!


DOMENICA 18 agosto – SANTA ELENA
Elena nacque a Drepanum (Bitinia) nel III secolo e fu la madre dell’Imperatore Costantino. Quando il figlio divenne Imperatore iniziò una nuova epoca per il Cristianesimo. Lui attribuì la sua vittoria alla protezione di Cristo e fu allora che concesse ai cristiani la libertà di culto. Un ruolo fondamentale lo ebbe la madre, perché testimoniò un grande fervore religioso, compiendo opere di bene e costruendo le celebri basiliche sui luoghi santi e forse contribuì alla conversione del figlio in punto di morte. Ritrovò la tomba di Cristo scavata nella roccia e poco dopo la croce del Signore. Il ritrovamento della croce è avvenuto nel 326 e produsse una grande emozione in tutta la cristianità. A queste scoperte seguì la costruzione delle basiliche, una delle quali, sul Monte degli Ulivi, portò il suo nome. Mori verso il 330, in luogo incerto. ( Wiki )


MERCOLEDI 21 agosto – SAN PIO X
GIUSEPPE SARTO, nato a RIESE (TV) nel 1835 da famiglia contadina, studiò nel Seminario di Padova e fu ordinato prete a 23 anni. Fu cappellano a Tombolo, parroco a Salzano, Vescovo di Mantova, Cardinale e Patriarca di Venezia. Nel conclave del 1903 fu eletto Papa col nome di PIO X. Possiamo dire che fu precursore del Concilio Vaticano II nel rinnovare la vita della Chiesa, particolarmente per la formazione catechistica, la celebrazione liturgica, l’azione pastorale, missionaria e apostolica. Morì nel 1914 e nel 1959 la sua salma fu portata a Venezia per adempiere una promessa fatta prima di partire per il conclave: “da vivo o da morto ritornerò”. Lo ricordiamo come compatrono della nostra diocesi di Treviso. ( WikiSanti e Beati )


GIOVEDI 22 agosto – BEATA VERGINE MARIA REGINA
La memoria odierna di MARIA REGINA, istituita da PIO XII il 31 maggio 1955, è stata trasferita nel giorno ottavo dell’Assunta per sottolineare il legame della regalità della Vergine con la sua glorificazione corporea, come afferma la costituzione conciliare “Lumen Gentium”: “Maria fu assunta alla celeste gloria e dal Signore esaltata come Regina dell’universo, perché fosse più pienamente conformata al suo Figlio”.
( WikiSanti e Beati )

 


SABATO 24 agosto – SAN BARTOLOMEO APOSTOLO
BARTOLOMEO, di Cana di Galilea, menzionato dai Vangeli nel gruppo dei DODICI, viene identificato con NATANAELE, amico dell’apostolo Filippo, del quale il Signore disse: “Ecco un vero israelita nel quale non c’è inganno”. Alle parole del Maestro rispose con la professione messianica: “Rabbi, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!” (Gv 1,43,51). Le sue spoglie sono venerate nella chiesa costruita nell’isola Tiberina a Roma. San BARTOLOMEO è invocato come protettore dei malati. ( Wiki )

 

 


E’ più importante riempire bene i giorni della propria vita
che mettersi a contarli!