Santo del giorno
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Battesimo di Gesu, Trento Longaretti, vetrata istoriata, 1996 5 Chiesa - il retro SS Trinita, Sergio Favotto, affresco su tela, mag 2008

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NOSTRA SPERANZA LA RISURREZIONE

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VITA DI COMUNITA
n. 1969 – 17 aprile 2022 – Lc 24,1-12
Pasqua di Risurrezione

Oggi, vogliamo pronunciare il nome della speranza donata all’uomo: si chiama Risurrezione, perché c’è un Risorto! Gesù è vivo, che ci crediamo o no. “Perché cercate tra i morti, colui che è vivo? Non è qui, è risorto”. Con queste parole gli angeli avevano annunciato alle donne, che erano andate al sepolcro la domenica di Pasqua di buona ora, che Gesù era risorto.

Quel sepolcro vuoto è il primo segno della Pasqua, il cuore della fede. E’ da quella tomba vuota che è iniziato il cristianesimo. Ed è alla luce di quella tomba vuota che noi rileggiamo la vita di Gesù e le sue Parole. La Risurrezione di Cristo non è una favola, è un fatto, non c’è più limite alla nostra speranza e quella cristiana assume la dimensione dell’impossibile. Insieme alla pietra che ostruiva il sepolcro di Cristo sono “saltati” tutti i calcoli, tutte le cifre più ragionevoli. Il terreno arido del Calvario ha fatto esplodere il seme della speranza.

Nel corso dei secoli, ci è stato detto: sarà la cultura a rendere felice l’uomo! Ma non è stato così. Sarà il progresso a rendere felice l’uomo! Ma non è stato così. Sarà il benessere a rendere felice l’uomo! Ancora una volta, non è stato così. E ancora: sarà la libertà da ogni legge morale a rendere felice l’uomo. Ma il fallimento di questa proposta è sotto gli occhi di tutti. Invece, è in Cristo Risorto che dobbiamo riconoscere la risposta di Dio alle ferite di angoscia, di debolezza, di solitudine, di fallimenti che abbiamo nel cuore.

La Risurrezione è il nostro traguardo. A questo traguardo ci si arriva con la vita vissuta con amore, a servizio del prossimo, vissuta perdonando chi ci offende, facendoci carità verso tutti indistintamente. E non è possibile celebrare la Pasqua se non siamo disposti a rivedere la scala dei valori e a ridestare la nostra coscienza. Non possiamo considerare la Pasqua un’operazione ‘una tantum’ per essere in regola e per mettere a posto le cose.

Gesù ha detto: “Fate questo in memoria di me”. Non ha detto: “Ricordatevi di ciò che ho fatto”. Fate questo! Cioè, vivete ricordando! Ricordate, vivendo! E sarà Pasqua!

Allora, quale il messaggio

La Pasqua è la direzione della nostra vita, noi dobbiamo camminare continuamente verso Cristo Risorto. Nella fede non si vive di rendita. Dobbiamo cambiare vita. E questo significa accettare di essere liberati dai nostri egoismi, dalle nostre ipocrisie, dalle nostre incertezze, dai nostri dubbi, dalle nostre tristezze. A Pasqua ha vinto l’amore non la violenza; ha vinto la debolezza non la forza; ha vinto il perdono non l’odio. E’ questo il nostro punto di partenza!

Auguri di BUONA PASQUA in CRISTO!


PASQUA DI RISURREZIONE

Benedizione in famiglia nel giorno di Pasqua

E’ la proposta di una breve preghiera da vivere in casa prima del pranzo di Pasqua, quando si porta l’acqua benedetta nella solenne Veglia pasquale:

“Perché cercate tra i morti Colui che è vivo? Non è qui è risuscitato!” (Lc 24,5)

Preghiamo
Benedetto sei tu Signore del cielo e della terra, che nella grande luce della Pasqua manifesti la tua gloria
e doni al mondo la speranza della vita nuova, guarda a noi tuoi figli,
radunati intorno alla mensa di famiglia:
fa che possiamo attingere alle sorgenti della salvezza la vera pace,
la salute del corpo e dello spirito
e la sapienza del cuore, per amarci gli uni gli altri come Cristo ci ha amati.
Egli ha vinto la morte, e vive e regna nei secoli dei secoli. Amen

I genitori con un ramoscello di olivo porgono l’acqua benedetta e ciascuno si fa il segno della croce.


SABATO SANTO 16 aprile
“Il Sabato Santo è un giorno vuoto di Eucaristia. É un giorno di silenzio e di attesa perché in noi crescano degli atteggiamenti spirituali precisi (silenzio interiore, ascolto, riflessione, preghiera)”
Ore 8.30 Lodi e Ufficio delle Letture
Ore 21.00 VEGLIA PASQUALE nella notte Santa
“É il vertice dell’anno liturgico, il momento culminante del Triduo pasquale. Si fa memoria della Risurrezione”.
CONFESSIONI: (dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 19.00)

DOMENICA di PASQUA 17 aprile
Sante MESSE ore 9.00 – 10.30 – 18.30

LUNEDI dell’ANGELO 18 aprile
In questo giorno sarà celebrata una sola Santa MESSA al mattino alle ore 10,00.

AVVISO IMPORTANTE
Le persone che si accostano alla Comunione devono garantire questi atteggiamenti:

  • per ricevere la particola, bisogna alzare le mani ed accoglierla con rispetto per poi metterla in bocca davanti al Celebrante;
  • i bambini, per ricevere la particola, sono invitati ad alzare le mani verso il Celebrante.

GRUPPO MISSIONARIO
Il Gruppo Missionario informa che ha organizzato per SABATO 7 MAGGIO la RACCOLTA del FERRO. Si invita chi avesse quantità consistenti a chiamare in parrocchia. In caso contrario è possibile portare il ferro direttamente in Oratorio dove verrà posizionato un cassone per tutta la mattinata. Per motivi burocratici e logistici non è più possibile la raccolta porta a porta. GRAZIE.

SAN VINCENZO
Ogni SABATO è attivo il Centro di Ascolto della San Vincenzo in Oratorio dalle ore 10,00 alle 12,00.

CONTRIBUTO STRAORDINARIO
Dal Primo Gennaio 2022 sono scattati gli aumenti delle utenze di circa quasi il doppio. Prevedendo sofferenze per la situazione economica della Parrocchia chiedo la solidarietà di tutti: un piccolo aumento delle offerte alle SS. Messe.

SOLENNITA DELLA SS. TRINITA

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VITA DI COMUNITA
n. 1941 – 3 ottobre 2021 – Mc 10,2-16

OCCORRE RICOMINCIARE A PARTIRE DALLA FEDELTA

La liturgia di oggi ci propone, come argomento, il vincolo di fedeltà reciproca tra uomo e donna e l’evangelista Marco ci spiega come i farisei avevano posto una domanda a Gesù per metterlo alla prova: “E’ lecito ad un uomo ripudiare la moglie?”.

La risposta di Gesù arriva subito e lascia tutti con il fiato sospeso: “L’uomo non separi ciò che Dio ha unito” e “chi ripudia… commette adulterio”. Gesù difende fino in fondo l’unità della famiglia e sul contenuto della Sua volontà non ci sono dubbi.

Allora si diceva ripudio ed era ammesso nell’ebraismo e le ragioni erano dalle più futili (la moglie che lasciava bruciare il pranzo, oppure che usciva senza il tradizionale velo sul volto) per arrivare al caso più grave, l’adulterio. Oggi si parla di divorzio come di una conquista moderna ma leggendo il brano di questo Vangelo scopriamo che se ne parlava, già, 2000 anni fa.

L’uomo e la donna, oggi come allora, si sono induriti nel cuore e hanno deviato dal Progetto di Dio: l’egoismo è diventato legge suprema e il capriccio è diventato un diritto. Si sente spesso dire: ma se la famiglia è sfasciata, perché non prenderne atto? Perché continuare a stare insieme? Questo ragionamento che sembra non faccia una piega, nasconde, invece, una grande debolezza, perché con questo ragionamento si accettano con rassegnazione le “situazioni di fatto” create dagli uomini, situazioni che ci permettono di arrivare ad approvare qualsiasi cosa.

Facciamo alcuni esempi. Da che mondo è mondo ci sono sempre state le guerre. Sono legittime? Odiare è legittimo? Certo che no. Sono scelte assurde! Eppure riguardo alla famiglia, bene preziosissimo, gli uomini seguono proprio la logica dell’assurdo. Cristo però, non ragiona così. Egli sa che se la famiglia si sgretola, a monte c’è sempre una colpa, c’è sempre un peccato e Cristo non darà mai via libera al peccato, non chiamerà mai “diritto” ciò che è soltanto egoismo e rifiuto di amare. Lui non vuole che l’uomo trovi le sue scappatoie tra le righe di un articolo di codice, ma difende fino in fondo l’unità della famiglia e ci sollecita a mettere in funzione la coscienza personale.

Allora, quale il messaggio

Gesù difende l’unità della famiglia e ci invita a “celebrare” la fedeltà. Ci invita a rivedere la nostra fedeltà verso l’altro che non deve essere una fedeltà svuotata di contenuto e di gioia ma deve essere una fedeltà creativa, non stancamente ripetitiva. Ci chiede che la nostra fedeltà si inserisca nella linea dell’amore perché diventi portatrice di valori, di virtù come l’umiltà e la pazienza, non di gesti vuoti, a partire dalla nostra famiglia, fin da oggi.


SOLENNITA DELLA SANTISSIMA TRINITA

 

 


MADONNA DEL ROSARIO – Domenica 3 ottobre
Domenica 3 ottobre si celebra nella nostra comunità la festa della “MADONNA DEL ROSARIO”:

  • Lunedi 4 ottobre verrà celebrata una S. Messa alle ore 9.00.
  • Giovedi 7 ottobre, come da calendario liturgico, celebreremo la memoria della MADONNA DEL ROSARIO con la S. Messa alle ore 18,30.

SAN FRANCESCO D’ASSISI – Lunedi 4 ottobre
FRANCESCO si convertì al Vangelo e visse con estrema coerenza in povertà e letizia secondo lo spirito delle BEATITUDINI. Contribuì al rinnovamento della Chiesa, predicando senza sosta l’AMORE e portò nel suo corpo i segni della Passione.
Nel 1939 fu proclamato Patrono d’Italia. – www.sanfrancescoassisi.org

OTTOBRE MISSIONARIO
Inizia con OTTOBRE il mese missionario. In occasione della tradizionale “Sagra” paesana, verrà organizzata, anche quest’anno, a cura del GRUPPO MISSIONARIO parrocchiale, una MOSTRA MERCATO presso l’ex cartoleria , sotto il Municipio, in Piazza L. Rigo.

CATECHISMO
Stiamo programmando la ripresa del Catechismo. Anticipiamo che Domenica 10 Ottobre e Domenica 17, dalle ore 10,00 alle ore 11,30 in palestra, sarà possibile iscrivere i bambini delle elementari e i ragazzi delle Medie al catechismo e al NOI. Chiediamo il versamento una quota per l’anno 2022.

Laboratorio “i fili magici”
Il laboratorio “i fili magici” (cucito – ricamo – uncinetto – lavori a maglia, ecc.) riprende ogni Sabato dalle ore 15.00 alle ore 17.00 presso l’Oratorio Parrocchiale.

SERVIZIO BAR
Informiamo che il Bar dell’Oratorio è aperto il SABATO POMERIGGIO e la DOMENICA MATTINA.

Pulizie Chiesa
Ringraziamo le signore che garantiscono questo servizio ogni giovedì dalle ore 8,30 alle 10,00 ed invitiamo le persone di buona volontà, che hanno un po’ di disponibilità, a collaborare. Per informazioni telefonare in parrocchia.

LA REALTA SI GIUDICA ISPIRANDOCI AL VANGELO

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VITA DI COMUNITA
n. 1891 – 18 ottobre 2020 – Mt 22,15-21

L’evangelista Matteo ci racconta, oggi, di come un gruppo di farisei e di erodiani hanno cercato di cogliere in fallo Gesù chiedendogli: “E’ lecito dare tributo a Cesare o no?” E cioè dobbiamo pagare le tasse o no?

Al tempo di Gesù, sulla Giudea incombeva pesantemente la mano di Roma. E uno dei segni più odiosi, per far sentire al popolo la sua condizione di schiavitù, era il tributo. Dovevano versare un denaro a testa (il “census”) nelle casse dell’Impero, tranne i vecchi e i bambini. E questo fatto era sufficiente per far scatenare risentimento e ribellione. La domanda posta a Gesù era, quindi, scottante e capace di mettere in imbarazzo chiunque.

Infatti, la sua risposta poteva farlo cadere o a sfavore del popolo o nella condanna dell’autorità romana. La risposta di Gesù fu elegante e tagliente: “Rendete a Cesare quel che è di Cesare e date a Dio quel che è di Dio”. Un’affermazione questa che ci pone, anche oggi, davanti allo scottante problema del rapporto tra la fede e le realtà del mondo, in particolare tra la fede e la realtà politica. Gesù dice: restituire a Cesare ciò che è di Cesare e cioè restituite alla politica il valore, la dignità, i mezzi della politica e lasciate a Dio il valore di Dio.

A Cesare vadano le cose, a Dio vadano le persone. Le realtà terrene hanno una loro autonomia, non c’è bisogno, quindi, di coinvolgere Dio direttamente nelle decisioni che dobbiamo prendere. Non possiamo appellarci a Lui per far passare qualche nostra opinione. Il Signore ci tratta da adulti e ci ha dato la capacità di affrontare le difficoltà considerandoci capaci di vivere.

Il Signore ci chiede di “dare a Dio quel che è di Dio”; ci chiede di riscoprire l’impronta di Dio in tutte le cose, ricordandoci che siamo stati creati a Sua immagine. Ci invita a guardare le cose e la vita per capirne il significato e attuare quella splendida virtù che è il dialogo per ricondurre a verità ogni cosa. E quando Dio è veramente al centro della vita degli uomini, anche i doveri sociali vengono visti nella giusta proporzione e nella sua autentica finalità. 
Nella Bibbia non troveremo nozioni di economia, ma ispirandoci al Vangelo potremo giudicare la realtà.

Allora, quale il messaggio?

La Parola di Dio ci indica, oggi, la strada che dobbiamo percorrere per essere veri discepoli di Gesù. Noi siamo cittadini di due regni e ciò che serve ed è chiesto con ragione ed onestà per la comunità civile, di solito concorda con ciò che ci domanda il Signore. Sforziamoci, allora, a non essere indifferenti ai bisogni dei nostri fratelli; di mettere a frutto i talenti che Dio ci ha donato e di farlo con gioia, con onestà, con bontà, con accoglienza, con generosità, con solidarietà, come solo le sue creature lo sanno fare.


MARTEDI 20 ottobre si fa memoria di Santa MARIA BERTILLA BOSCARDIN
Maria Bertilla nacque presso una famiglia di contadini a Brendola, un paese alle falde dei colli Berici in provincia di Vicenza. A nove anni, contro l’uso dei tempi, meritò d’essere ammessa alla prima comunione, ed entrò nelle Suore Maestre di Santa Dorotea, figlie dei Sacri Cuori a sedici anni, l’8 aprile 1905. Dopo un periodo iniziale in cui si trovò a lavorare in cucina, si diplomò infermiera all’ospedale di Treviso dove era stata inviata. Trovò la sua vocazione nella cura degli infermi, in particolare dei bambini, durante la prima guerra mondiale. A 22 anni fu operata una prima volta di tumore; a 34 morì, dopo un’altra operazione che non valse a sconfiggere la malattia, ripresentatasi per la seconda volta. Le sue spoglie sono custodite a Vicenza, in un piccolo santuario presso la Casa madre della Suore Dorotee. ( Wikipedia )

GIOVEDI 22 ottobre si fa memoria di SAN GIOVANNI PAOLO II

Nato a Wadovice, in Polonia, è il primo papa slavo e il primo Papa non italiano dai tempi di Adriano VI. Nel suo discorso di apertura del pontificato ha ribadito di voler portare avanti l’eredità del Concilio Vaticano II. Il 13 maggio 1981, in Piazza San Pietro, anniversario della prima apparizione della Madonna di Fatima, fu ferito gravemente con un colpo di pistola dal turco Alì Agca. Al centro del suo annuncio il Vangelo, senza sconti. Molto importanti sono le sue encicliche, tra le quali sono da ricordare la “Redemptor hominis”, la “Dives in misericordia”, la “Laborem exercens”, la “Veritatis splendor” e l'”Evangelium vitae”. Dialogo interreligioso ed ecumenico, difesa della pace, e della dignità dell’uomo sono impegni quotidiani del suo ministero apostolico e pastorale. Dai suoi numerosi viaggi nei cinque continenti emerge la sua passione per il Vangelo e per la libertà dei popoli. Ovunque messaggi, liturgie imponenti, gesti indimenticabili: dall’incontro di Assisi con i leader religiosi di tutto il mondo alla preghiere al Muro del pianto di Gerusalemme. Così Karol Wojtyla traghetta l’umanità nel terzo millennio. Papa Benedetto XVI lo ha beatificato il il 1° maggio 2011 ed Infine Papa Francesco, alla presenza del predecessore, ha canonizzato San Giovanni Paolo II il 27 aprile 2014. Il suo corpo riposa in un altare laterale della Basilica di San Pietro in Vaticano. La sua memoria liturgica facoltativa ricorre il 22 ottobre. ( Santi e Beati )

DEDICAZIONE DELLA NOSTRA CHIESA
Nel calendario liturgico il 24 Ottobre è dedicato alla memoria della consacrazione di tutte le Chiese nelle quali si celebra e questo a prescindere dalla data esatta della “dedicazione”. Per la nostra Chiesa Arcipretale, la consacrazione è avvenuta il 6 Giugno 1925 (Vescovo celebrante Mons. Eugenio Beccegato di Vittorio Veneto). Le norme liturgiche stabiliscono che per tutto il giorno siano accese 12 candele davanti alle 12 croci collocate alle pareti della chiesa al momento della consacrazione

Cresimandi
MERCOLEDI 21 ottobre e GIOVEDI 22 ottobre, dalle ore 16.00 alle 17.00 in CHIESA, incontro di preparazione alla CRESIMA con i ragazzi di Prima Superiore.

Preghiera di Guarigione
GIOVEDI 29 settembre 2020 a partire dalle ore 19.30, in Chiesa:
– S. Rosario
– S. Messa alle ore 20.00
– Preghiera di guarigione ore 20.45
– Adorazione ore 21.00
– Benedizione finale ore 21.30
(Saranno a disposizione: sale, olio e acqua benedetti).
Non sarà celebrata la S. Messa delle 18.30.

Gruppo Animatori GREST
I ragazzi nati nel 2006 che vogliono far parte del TEAM GREST di Spresiano sono invitati GIOVEDI 12 novembre alle ore 20,30 in Oratorio per il primo incontro a loro dedicato. I prossimi incontri avranno cadenza mensile.
Tutti gli incontri si svolgeranno nel rispetto delle norme anti Covid, mascherina obbligatoria.

Gruppo Missionario
Quest’anno, causa le restrizioni della pandemia, il Gruppo Missionario affiderà la tradizionale raccolta fondi ad una lotteria, da tenersi l’ULTIMA DOMENICA dell’OTTOBRE MISSIONARIO. Perché l’iniziativa abbia successo, c’è bisogno del coinvolgimento della Comunità, sia per reclamizzare l’evento, sia nell’acquisto e nella vendita dei biglietti. Fa parte anche questo della fraternità della Missione. Già affamati e gli orfani non possono aspettare.
Per qualsiasi offerta di aiuto e altre informazioni telefonare in parrocchia. Vi ringraziamo fin d’ora del vostro aiuto.

MADONNA DEL CARMINE

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VITA DI COMUNITA
n. 1877 – 12 luglio 2020 – Mt 13,1-23

Il Vangelo di oggi ci propone la prima delle cinque parabole di Gesù, quella del seminatore, le altre le ascolteremo nelle prossime domeniche. Quel giorno Gesù disse alla folla che era andata a sentire la sua Parola: “Ecco, il seminatore uscì a seminare…” Sicuramente parlava di se stesso.

Un seminatore che con passo lento, il gesto ampio e solenne semina, non ha paura di gettare il seme con abbondanza in tutte le varietà dei terreni umani nella speranza che buchi la crosta dura del cuore degli uomini. E da buon seminatore, analizza poi, quali saranno i risultati della semina, visto che il terreno è marcatamente differenziato.

Il Signore semina sulle strade e il seme non riesce neppure a sopravvivere perché arrivano gli uccelli e lo mangiano. Questo esempio è rivolto a chi non “comprende” la Parola. Per chi non si ferma mai e non sosta mai in silenzio ad ascoltare. Gli uccelli che mangiano la semente, Gesù li indica come il maligno che non vuole correre il rischio che la Parola arrivi a scuotere l’indifferenza dell’uomo, la sua abitudine, il suo pregiudizio, l’arroganza; l’indifferenza.

Gesù fa poi un secondo riferimento che è rivolto a quelle persone raggiunte dalla Parola ma che hanno un cuore poco profondo, un terreno di sassi, dove non c’è molta terra.  Un cuore che non regge alla prima difficoltà. Così fa il cristiano adolescente, infantile che è in noi, che è in me, che vive di gratificazioni.

Invece, il terzo riferimento è per quella categoria di persone che pur cresciuta è soffocata dalle spine. La spina, dice Gesù, è quella degli affari, degli interessi, delle preoccupazioni, della carriera e spesso soffoca Dio dentro di noi. Anche la ricchezza è una spina del mondo quando produce guerra, aridità e non nutre nessuno.

Ma allora, qual è il terreno buono? Perché è questa la domanda che ora dovremmo porci e la responsabilità della risposta spetta esclusivamente a noi. Una cosa è certa, Gesù il seminatore, non sceglie il terreno ma mette alla prova tutti i terreni anche perché Lui non è venuto ad inaugurare il tempo del giudizio, ma quello della pazienza. E questo, noi cristiani, dovremmo ricordarcelo quando annunciano e testimoniano la Parola di Dio. Dovremmo imparare a “sprecare” un po’ di più la semente, perché quel seme, ha il potere di trasformare il terreno e aprire un varco sulla strada verso le profondità della persona.

Allora, quale il messaggio?

Gesù, il Seminatore, attraversa quotidianamente la nostra strada, gettando la semente nei solchi del nostro cuore con l’ostinazione dell’amore e ci interpella con urgenza uno ad uno. La sua Parola ci giunge in tanti modi: a volte è la voce della coscienza, a volte è la voce dei genitori che parlano ai figli con parole che vengono dal Signore, ma soprattutto ci giunge in modo esplicito, in Chiesa per la Messa. Tocca a noi farla vivere questa Parola! Lasciamo, allora, che ci contagi, che ci riempia, che ci scuota, che ci inquieti, che ci consoli! Il Santo Curato d’Ars diceva: “Verrà un giorno in cui gli uomini saranno così stanchi degli uomini, che basterà parlare loro di Dio per vederli piangere”.


MADONNA DEL CARMINE

A Spresiano questa festa è sempre stata vissuta con un grande spirito religioso da tutti gli abitanti del paese e non solo dai residenti “Dee Cesolle”, cioè il borgo si trova la cappella annessa alla villa Giustiniani dedicata fin dalle sue origini alla Beata Vergine del Carmelo. ( Beata Vergine Maria del Monte Carmelo – presso Santi e Beati

GIOVEDI 16 luglio 2020 si celebra la festa della “MADONNA DEL CARMINE”. Le celebrazioni religiose si svolgeranno come segue:

Lunedi – Martedi – Mercoledi

  • ore 19.00 S. Rosario nella chiesetta Giustiniani.

Giovedi 16 luglio

  • ore 10.00 S. MESSA in chiesa Parrocchiale
  • ore 19.00 S. Rosario e Benedizione dei bambini nella chiesetta Giustiniani (esterno).

 

Gruppo Missionario – Raccolta del ferro
Il Gruppo Missionario informa che SABATO 25 LUGLIO 2020 verrà fatta la raccolta del ferro. Si invita chi avesse quantità consistenti a chiamare in parrocchia per maggiori informazioni. In caso contrario è possibile portare il ferro direttamente in Oratorio dove verrà posizionato un cassone per tutta la mattina. GRAZIE.

Anniversari matrimoniali 2020
Da più di vent’anni continua nella nostra comunità parrocchiale la “buona abitudine” di festeggiare le coppie di sposi che, nel corso dell’anno, celebrano un anniversario significativo del loro matrimonio: 25° – 50° – 55° – 60° ecc. Questa FESTA COMUNITARIA, è programmata per DOMENICA 20 Settembre e non pretende sostituire la tradizionale festa privata che ogni coppia si riserva di fare in famiglia. Vogliamo far giungere a queste coppie un invito personale ma, non disponendo di “elenchi aggiornati”, ci dispiacerebbe molto “dimenticare” qualche coppia. In quel giorno, si possono aggiungere le coppie che ricordano il loro anniversario di matrimonio, anche se non coincide con le scadenze citate. Per informazioni rivolgersi in parrocchia.

5 x MILLE
Quest’anno puoi aiutare l’Oratorio e l’Associazione NOI, donando il 5×1000 della tua dichiarazione dei redditi. Non ti costa nulla, ma per la nostra comunità è prezioso. C.F. 94124530265.

SARA’ LA SUA MISERICORDIA AD AIUTARCI

Domenica 10 novembre 2019
Lc 20,27-38 )

Il brano dei Vangelo di oggi fa parte di un insieme di testi di Luca che narrano le dispute tra Gesù e i responsabili ebraici. Gesù era considerato un maestro e i sadducei, che rappresentavano l’ala aristocratica e conservatrice d’Israele e che si sentivano a loro volta maestri, sottoposero a Gesù, nei cortili del Tempio, un caso piuttosto strano: quello della donna che aveva avuto sette mariti.

Il caso faceva riferimento ad una legge ben nota di quel tempo, la “Legge del Levirato”, secondo la quale se un uomo moriva senza figli maschi, un fratello ne sposava la moglie per dare una discendenza ai fratello defunto. Ma questa istituzione aveva, soprattutto, lo scopo di evitare che la vedova sposasse uno straniero e che la proprietà rimanesse in famiglia.

Loro, che non condividevano la Risurrezione dopo la morte, gli dissero: “se una donna sposa sette mariti, successivamente nella Risurrezione di chi sarà moglie?”. La risposta di Gesù non si fece attendere e andò a colpire il fondamento dell’obiezione dicendo: “Vi sbagliate se pensate che la vita eterna sia come la vita dì quaggiù”.

Invitava così gli uditori ad alzare lo sguardo dalla visione che proiettava nell’aldilà, le ansie e le attese della vita terrena e a guardare alla nuova dimensione che Gesù proponeva: la Risurrezione in cui Lui credeva fermamente che non era la continuazione dei rapporti terreni ma una pienezza iniziata e mai conclusa. L’errore dei sadducei era stato quello di pretendere di immaginare l’aldilà che appartiene all’Onnipotenza di Dio e non alla nostra presunzione!

Questo brano di Vangelo è stato una stupenda lezione che ci ha fatto capire che il Dio di Gesù è il Dio dei viventi, non dei morti. Ma noi ci crediamo? Possiamo dire di credere nel Dio dei vivi se la nostra fede è ricerca e non stanca abitudine o noioso dovere; se è slancio e preghiera, non rito e superstizione. Dio è vivo se ci lasciamo incontrare come Zaccheo, convertire come Paolo, se accogliamo la Parola che ci interroga e ci dona risposte.

Noi siamo vivi se abbiamo imparato a non lasciarci ingannare da quelle sirene che ci promettono ogni felicità solo se possediamo, se produciamo, se guadagniamo ecc. Siamo vivi se sappiamo perdonare e se abbiamo capito che nella nostra vita c’è quel “di più” da scoprire che è nascosto nelle pieghe della nostra storia.

Una cosa, però, è certa, quando Dio allaccia un rapporto con noi, non spezzerà mai il filo per interrompere questa storia. E la nostra vita sarà con Lui, perché è Lui che non vuole separarsi dalle sue creature.

Allora, quale il messaggio?

Noi cristiani siamo il popolo ” che attende la vita del mondo che verrà” e abbiamo ii dovere di esprimere, giorno dopo giorno, l’attesa dell’eternità in una coerenza di vita e di scelte cristiane. Dobbiamo accostarci alla verità senza orgoglio, prevenzione, incredulità e ad aiutarci sarà la bontà e la misericordia di Dio che trasforma ognuno di noi. Altrimenti rischieremo di tagliarci fuori dalla gioia e dalla pace senza fine.


SAN MARTINO

LUNEDI 11 novembre 2019 si fa memoria di San MARTINO
Martino era figlio di un tribuno romano, era nato in Pannonia (Ungheria) e si era arruolato giovanissimo nell’esercito imperiale. Abbandonata la milizia dopo aver ricevuto il Battesimo, si recò in Gallia per divenire discepolo di Sant’Ilario di Poitiers. Condusse una vita eremitica, poi per consiglio di Ilario fondò  il primo monastero di tutto l’Occidente. Nel 373 venne scelto come Vescovo di Tours e alla predicazione del Vangelo unì una incessante opera di elevazione sociale dei contadini e dei pastori. Il suo culto è diffusissimo, molti comuni d’Italia portano il suo nome. ( Santi e Beati – San Martino )

Presso il CAPITELLO di San Martino ai Calessani, verrà celebrata lunedi alle ore 19.00 la S. MESSA in onore del Santo. Dopo la celebrazione ci sarà un momento di festa con la tradizionale CASTAGNATA.

 


Ascolto della Parola di Dio
Martedi 12 novembre, alle ore .20.30, in Canonica, ascolto della Parola per adulti.

CPAE
Nella riunione del 6 novembre la Commissione Economica ha affrontato la questione della vendita della Palestra ASOP alla Casa di Riposo “Villa Tomasi” e ad unanimità hanno approvato la vendita. Con il ricavato sarà realizzata una sala polifunzionale della stessa superficie ed il restauro della parte centrale dell’Oratorio.

CATECHISMO 2a ELEMENTARE
Domenica 17 novembre saranno presenti alla S. Messa delle ore 9,00 i bambini di 2a ELEMENTARE con i loro genitori. Iniziano cosi gli incontri di catechesi.
Sempre domenica 17 Novembre:

  • ai ragazzi di 1a Media sarà consegnata la BIBBIA;
  • Ai ragazzi di 2a Media sarà consegnato il CREDO.

I ragazzi animeranno la S. Messa. Non è possibile mancare!

Gruppo Missionario
Domenica 1 dicembre il Gruppo Missionario organizza il PRANZO ANNUALE di beneficenza. Il ricavato andrà a finanziare progetti per la Missione Diocesana di Fianga in Ciad. II costo del pranzo è di € 20. Per l’adesione chiamare in parrocchia oppure rivolgersi direttamente ai componenti del Gruppo. Grazie.

Itinerario di preparazione al Matrimonio
L’itinerario è rivolto ai fidanzati che stanno pensando al matrimonio ed in particolare a quelli che intendono sposarsi nel 2020 e nel 2021. L’itinerario inizierà dalla metà di OTTOBRE 2019 con una serie di incontri che si terranno presso l’Oratorio di MIGNAGOLA. Per informazioni contattare la parrocchia di Mignagola.