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LA TESTIMONIANZA E’ IL SENSO DELLA NOSTRA PRESENZA CRISTIANA

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VITA DI COMUNITA
n. 1869 – 17 maggio 2020 – 
Gv 14,15-21

Il Vangelo di oggi ci riporta al “Discorso d’addio” che Gesù rivolse ai suoi apostoli nel Cenacolo. Per loro aveva trovato parole affettuose, di conforto: “Non vi lascerò orfani…” gli disse, ma gli chiese anche un impegno morale: “Se mi amate, osservate i miei comandamenti…”.

Ed è ciò che chiede anche a noi oggi. Ma per comprendere la Sua espressione dobbiamo, innanzitutto, spiegare il termine “comandamenti”. I comandamenti non sono un “qualcosa” per il cristiano, in rapporto ai suoi gusti, alle sue comodità, alle sue preferenze, ma non sono neanche delle imposizioni che ci riducono a esecutori più o meno consenzienti, al di là di come suona il termine.

Gesù non ci obbliga a portare pesi e sottostare a un giogo opprimente, ma ci invita a inserirci in una comunione di vita: “Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi mi ama”. Sono una Parola di saggezza, che mostra la vanità e la leggerezza dei calcoli e degli egoismi umani. Sono una Parola di luce che riesce ad illuminare le complicate vicende della nostra esistenza. Sono una Parola che noi possiamo accogliere o rifiutare, non esiste una terza via in cui si elimina il sacrificio e la fatica per dare consistenza alla nostra vita. Sono una Parola d’amore che può essere intesa solo da chi prova amore per Gesù.

Sono queste le Parole che ci indicano la strada da percorrere e la testimonianza è il senso delle nostra presenza cristiana che Gesù ci chiede. Il cristiano deve portare in sé quella speranza fondata sulla promessa di Cristo: “Io vivo, e voi vivrete”, di quel Dio che ci ama e ci salva. E’ come se Gesù ci dicesse: amatevi e seguirete la mia strada. Amatevi e vi considererò affidabili. Amatevi e io metterò tutto il resto. Amatevi come fratelli e non sarete senza padre e senza madre (“non vi lascerò orfani”).

Certamente è un Maestro esigente e vuole che noi impariamo ad amare bene. Detto in un altro modo: se non siamo capaci di dare, ci dimostreremo incapaci di ricevere. Dobbiamo, insomma, cominciare a presentare delle prove, non un alibi.

Allora, quale il messaggio?

L’unico comandamento che Gesù ci ha dato è amare e lasciarci amare, accoglie e accoglierci.  Si può “comandare” di amare?  No, perché l’amore è un gesto libero. Prendiamo, allora, la Parola di Gesù come una bussola per la nostra vita e fidiamoci di Lui, potremmo diventare segno e testimonianza per chi ci sta intorno. Il mondo ha bisogno di testimoni e di discepoli. Vogliamo esserci?


SPIRITO DI VERITA CONSOLATORE 

“Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore perché rimanga con voi per sempre,
lo Spirito di Verità che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce.
Voi lo conoscete, perché egli dimora presso di voi e sarà in voi.”

 

 

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