IL VANGELO NON SI PUO ADDOMESTICARE

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VITA DI COMUNITA – n. 1518 – 18 agosto 2013
(Lc 12,49-53 : leggi )

L’evangelista Luca ci propone, oggi, qualcuna delle tante cose dette da Gesù ai suoi discepoli e alle folle durante il suo lungo viaggio che dalla Galilea lo ha portato a Gerusalemme.

Gesù dice: “Sono venuto a portare il fuoco… Pensate che io sia venuto a portare la pace sulla terra? No, ma la divisione”. Parole molto diverse dal solito che sembrano quasi uscire da un’altra bocca, da un altro libro, non dal Vangelo. Parole piene di inquietudine e apprensione che però inquadrano, in forma drammatica, la situazione di quei giorni.

Infatti, a Gerusalemme Gesù avrebbe trovato l’ostilità degli scribi e farisei, l’arresto dei soldati romani, la condanna e la morte in croce. Diciamo subito che Gesù è venuto a portare la pace, ma quella buona, quella che è frutto di conversione alla verità e di fede in Dio e non certo quella che è solo equilibrio di paure. Non quella pace che viene dal nostro tentativo di servire due padroni, Dio e gli idoli, perché quella non è una buona pace. Gesù contesta la pace frutto di compromesso: perché è menzogna. Contesta la pace frutto di silenzio: perché è disimpegno.

Lui non è venuto a portare una pace “a poco prezzo” da svendita di fine stagione, ma una pace costosa, una pace autentica, una pace da costruire ogni giorno, a costo di farsi male, di correre dei rischi… Possiamo riassumere tutto questo con una frase efficace dello scrittore Leonardo Sciascia: “Io mi aspetto che i cristiani qualche volta accarezzino il mondo contropelo”.

Gesù dice, poi, sono venuto a portare il fuoco. Il fuoco che si porta come una fiaccola nella notte dietro alla quale camminare. Lui è venuto a portare Dio. E ciò che cerca Gesù sono discepoli come quelli di Emmaus, dal cuore che brucia. Ciò che rigetta, invece, sono i cristiani senza fuoco come quelli di Laodicea che “non erano né caldi, né freddi”.

Proviamo ora a chiederci: la nostra fede a che punto sta? Sentiamo noi il desiderio di raccontare Gesù, nostra speranza, a chi ci sta accanto? Ci è successo di difenderlo in una discussione? Sentiamo noi la Chiesa carità, come luogo di risposta al Vangelo, come luogo di conversione? Oppure la viviamo come rifugio per giorni tristi, o un tranquillante per le ansie, o un alibi all’impegno?

Spesso, invece, noi viviamo una fede che passa dalla Chiesa alla discoteca, dall’ascolto della Parola di Dio all’ascolto della bestemmia e della volgarità, dalla lettura del Vangelo allo spettacolo pornografico. Viviamo una fede che vuole il matrimonio con fiori e vestito bianco, anche quando sappiamo che tutto è stato precedentemente tradito. E magari, per evitare la verità, cerchiamo di addomesticare il Vangelo.

Allora, quale il messaggio?

E’ arrivato il tempo di mostrare maggiore determinazione e coerenza nel credere in Gesù e nel seguirlo. Ognuno di noi è chiamato a giudicare il tempo in cui vive, a discernere i segni dei tempi alla luce del Vangelo, a cambiare stile di vita, a testimoniare l’appartenenza al cristianesimo e a crescere nella fede. Non possiamo fermarci alla Prima Comunione! Ma soprattutto, ognuno di noi è chiamato a capire che la fede ci è stata donata come un fuoco e non possiamo ridurla ad un sonnifero!


DOMENICA 18 agosto – SANTA ELENA
Elena nacque a Drepanum (Bitinia) nel III secolo e fu la madre dell’Imperatore Costantino. Quando il figlio divenne Imperatore iniziò una nuova epoca per il Cristianesimo. Lui attribuì la sua vittoria alla protezione di Cristo e fu allora che concesse ai cristiani la libertà di culto. Un ruolo fondamentale lo ebbe la madre, perché testimoniò un grande fervore religioso, compiendo opere di bene e costruendo le celebri basiliche sui luoghi santi e forse contribuì alla conversione del figlio in punto di morte. Ritrovò la tomba di Cristo scavata nella roccia e poco dopo la croce del Signore. Il ritrovamento della croce è avvenuto nel 326 e produsse una grande emozione in tutta la cristianità. A queste scoperte seguì la costruzione delle basiliche, una delle quali, sul Monte degli Ulivi, portò il suo nome. Mori verso il 330, in luogo incerto. ( Wiki )


MERCOLEDI 21 agosto – SAN PIO X
GIUSEPPE SARTO, nato a RIESE (TV) nel 1835 da famiglia contadina, studiò nel Seminario di Padova e fu ordinato prete a 23 anni. Fu cappellano a Tombolo, parroco a Salzano, Vescovo di Mantova, Cardinale e Patriarca di Venezia. Nel conclave del 1903 fu eletto Papa col nome di PIO X. Possiamo dire che fu precursore del Concilio Vaticano II nel rinnovare la vita della Chiesa, particolarmente per la formazione catechistica, la celebrazione liturgica, l’azione pastorale, missionaria e apostolica. Morì nel 1914 e nel 1959 la sua salma fu portata a Venezia per adempiere una promessa fatta prima di partire per il conclave: “da vivo o da morto ritornerò”. Lo ricordiamo come compatrono della nostra diocesi di Treviso. ( WikiSanti e Beati )


GIOVEDI 22 agosto – BEATA VERGINE MARIA REGINA
La memoria odierna di MARIA REGINA, istituita da PIO XII il 31 maggio 1955, è stata trasferita nel giorno ottavo dell’Assunta per sottolineare il legame della regalità della Vergine con la sua glorificazione corporea, come afferma la costituzione conciliare “Lumen Gentium”: “Maria fu assunta alla celeste gloria e dal Signore esaltata come Regina dell’universo, perché fosse più pienamente conformata al suo Figlio”.
( WikiSanti e Beati )

 


SABATO 24 agosto – SAN BARTOLOMEO APOSTOLO
BARTOLOMEO, di Cana di Galilea, menzionato dai Vangeli nel gruppo dei DODICI, viene identificato con NATANAELE, amico dell’apostolo Filippo, del quale il Signore disse: “Ecco un vero israelita nel quale non c’è inganno”. Alle parole del Maestro rispose con la professione messianica: “Rabbi, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!” (Gv 1,43,51). Le sue spoglie sono venerate nella chiesa costruita nell’isola Tiberina a Roma. San BARTOLOMEO è invocato come protettore dei malati. ( Wiki )

 

 


E’ più importante riempire bene i giorni della propria vita
che mettersi a contarli!


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